Trentino Alto Adige/Suedtirol

Gasparri si dimette da capogruppo Fi dopo la contestazione interna: ora Stefania Craxi – CRONACA



Alta tensione in Forza Italia dopo la sconfitta nel referendum sulla riforma costituzionale della giustizia che ricalcava le idee di Silvio Berlusconi. Maurizio Gasparri si è dimesso da capogruppo degli azzurri al Senato.

«Ho deciso autonomamente. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro», scrive in una nota che arriva dopo una lettera di 14 senatori azzurri su 20 – tra cui anche i ministri Zangrillo e Casellati – in cui si chiedevano le sue dimissioni.

Al suo posto in arrivo Stefania Craxi, figlia di Bettino, ora presidente della commissione esteri di palazzo Madama.



«Ringrazio Maurizio Gasparri per l’impegno profuso in questi anni alla guida dei senatori di Forza Italia. La sua dedizione e lealtà verso la nostra bandiera è un esempio che tutti dovrebbero seguire e apprezzare. A Stefania Craxi, neopresidente del pruppo di Forza Italia al Senato, rivolgo i migliori auguri di buon lavoro»: così su X il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.

«Forza Italia è un partito vivo, un punto di riferimento per tutti quegli italiani che si ritrovano nei valori della libertà e del popolarismo. Continueremo ad affermarci sempre come il centro della politica italiana. Con le iniziative e con i prossimi congressi regionali – aggiunge – lavoriamo per allargare sempre di più i nostri orizzonti, abbracciare tutte quelle forze che condividono il nostro percorso.

A radicarci sul territorio, a valorizzare la nostra base e i nostri militanti. Non abbiamo paura della democrazia, non abbiamo paura del confronto con il popolo. Forza Italia, nel solco e nell’eredità di Silvio Berlusconi, non perderà mai la sua rotta», conclude Tajani. 

Nel partito, peraltro, non mancano i malumori anche nei riguardi della gestione Tajani e voci di corridoio parlano di un possibile avvicendamento al vertice, forse caldeggiato anche dalla famiglia Berlusconi.

«Forza Italia è un partito vivo ed è dunque normale che ci siano, come in ogni organizzazione, dei momenti di cambiamento»: così Paolo Zangrillo, senatore di Fi e ministro, interpellato sulle dimissioni di Gasparri, uscendo da Montecitorio. Il suo nome, insieme alla ministra Elisabetta Casellati e secondo fonti parlamentari di Fi, è tra i 14 senatori azzurri su 20 che hanno firmato una lettera per caldeggiare il rinnovamento nel gruppo e la sostituzione di Gasparri.

Intanto, l’opposizione di centrosinistra sottolinea la debolezza e le incertezze della maggioranza che sostiene il governo Meloni.

«La crisi politica nel centrodestra, con le dimissioni di Bartolozzi, Delmastro, Santanchè e oggi Gasparri – e domani chissà chi – impone un’accelerazione nella definizione del programma del centrosinistra. La destra al governo dell’Italia ha superato il limite dell’ipocrisia: se il No non avesse vinto, da Santanchè a Delmastro sarebbero rimasti tutti al loro posto.

L’Italia rischia di entrare in recessione economica, anche a causa della guerra e della politica energetica folle voluta da Giorgia Meloni, che ha reso il Paese dipendente dal gas di Trump e da quello algerino, facendo pagare energia cara a famiglie e imprese invece di seguire l’esempio della Spagna, che ha puntato sulle rinnovabili.

Per queste ragioni è necessario accelerare con determinazione la costruzione di un’alternativa credibile, capace di offrire al Paese una prospettiva diversa, fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sulla sanità pubblica, transizione ecologica e indipendenza energetica», scrive in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »