Gas: scorte Ue al 28%, sicurezza a rischio in vista dell’inverno

Gli stoccaggi europei di gas tornano sotto pressione nel pieno di una nuova fase di instabilità energetica globale. Al primo aprile 2026 i livelli si attestano intorno al 28%, pari a circa 314 TWh (29 miliardi di metri cubi): un dato assai inferiore rispetto agli ultimi tre anni e in linea con i livelli pre-crisi.
La differenza, oggi, è il contesto. La guerra in Medio Oriente — con impatti diretti sui flussi di petrolio e Gnl e sul transito nello Stretto di Hormuz — riporta al centro il tema della sicurezza degli approvvigionamenti proprio mentre l’Europa entra nella fase cruciale di riempimento degli stoccaggi.
Secondo Gas Infrastructure Europe (Gie), l’associazione europea che rappresenta gli operatori delle infrastrutture del gas, il sistema Ue non è in difficoltà per mancanza di infrastrutture, ma per il disallineamento tra mercato e sicurezza. Gli attuali segnali di prezzo — con spread estate-inverno bassi o negativi — non incentivano gli operatori a iniettare gas in modo anticipato e continuo.
Il rischio è che, senza un avvio rapido delle iniezioni già dalla primavera 2026, l’Europa potrebbe arrivare al prossimo inverno con minore flessibilità nei prelievi e margini di sicurezza più ridotti, soprattutto in caso di ondate di freddo o nuove interruzioni delle forniture nella fase finale dell’inverno 2026-2027.
Dal punto di vista fisico, però,il sistema resta robusto. La capacità di rigassificazione del Gnl in Europa è pari a circa 1.600 TWh (145 bcm), mentre la capacità di stoccaggio raggiunge circa 1.131 TWh (104 bcm) per stagione invernale. Il sistema, spiega Gie, si basa su tre pilastri integrati: Gnl che garantisce accesso ai mercati globali e diversificazione delle forniture; reti di trasporto che permettono la circolazione dei flussi tra Paesi; e stoccaggi che assicurano flessibilità, copertura dei picchi e capacità di risposta rapida
Questi elementi sono complementari: il Gnl fornisce i volumi e lo stoccaggio li rende disponibili quando serve. Indebolire uno dei due pilastri, osserva Gie, riduce direttamente la resilienza complessiva del sistema.
Per arrivare preparati al prossimo inverno, l’obiettivo resta quello di riportare gli stoccaggi vicino al 90% entro l’inizio della stagione fredda. Per farlo servirà un utilizzo elevato e continuo delle infrastrutture, in particolare dei terminali di rigassificazione. Secondo le indicazioni del Summer Outlook 2026 di Entsog, la rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas (Tso), questo implica importazioni di Gnl più elevate rispetto agli anni precedenti, soprattutto per alimentare gli stoccaggi dell’Europa centrale e sud-orientale.
Gli scenari di stress confermano la criticità. In caso di disponibilità limitata di Gnl, il riempimento degli stoccaggi potrebbe restare molto sotto i livelli obiettivo, aumentando il rischio di margini operativi più stretti nella parte finale dell’inverno. Non solo: senza un flusso costante di Gnl, anche un’infrastruttura solida rischia di non garantire pienamente la sicurezza degli approvvigionamenti.
In un contesto di guerra e volatilità, conclude Gie, la preparazione si gioca nei mesi estivi. Ed è lì che si misura la reale tenuta del sistema energetico europeo.
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