Veneto

gas +40%, petrolio oltre 70 dollari

Questo giornale è gratuito per tutti.
Sostieni l’informazione libera a Venezia con il tuo 5×1000.
CF: 94073040274

Scopri come donare →

Gli esperti evidenziano che i conflitti hanno già portato nuove contrazioni che non si vedranno nelle elaborazioni ancora per un po’ di tempo perché sono solo degli ultimi 2-3 giorni, ma nel medio periodo indicano già previsioni di aumenti generali del 10-15%.

La crisi in Medio Oriente sta mettendo in ginocchio i mercati finanziari ed energetici globali. Nella giornata di ieri, le Borse europee hanno registrato pesanti perdite, con Milano che ha ceduto il 2%, mentre i prezzi di gas e petrolio sono schizzati alle stelle a causa dei timori per il blocco dello stretto di Hormuz.

Questo giornale è gratuito per tutti.
Sostieni l’informazione libera a Venezia con il tuo 5×1000.
CF: 94073040274

Scopri come donare →

La situazione più critica riguarda il mercato del gas naturale, con un’impennata record del 39% sulla piazza di Amsterdam, dove le quotazioni hanno raggiunto i 44,5 euro per Megawattora. Durante la seduta, il prezzo ha toccato punte di 49 euro, livelli che non si vedevano dall’ottobre 2022. Ad aggravare il quadro, l’annuncio di QatarEnergy sulla sospensione della produzione di gas naturale liquefatto nell’impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo, colpito da un’azione di ritorsione.

Non va meglio sul fronte del petrolio. A New York, il greggio ha segnato un incremento del 5%, superando la soglia dei 70 dollari al barile, con picchi di 75 dollari nelle prime contrattazioni. Il Brent europeo si è spinto fino a 80 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per l’impatto sui consumatori finali.

Le ripercussioni si fanno già sentire alla pompa di benzina. I prezzi dei carburanti mostrano una decisa tendenza al rialzo, con il gasolio che ha toccato i massimi degli ultimi dodici mesi. Secondo gli esperti della Staffetta Quotidiana, specializzata nel monitoraggio dei prezzi energetici, questo potrebbe essere solo l’inizio di una fase rialzista più duratura.

Gli aumenti registrati lunedì non incorporano ancora pienamente il balzo delle quotazioni petrolifere, suggerendo che ulteriori rincari potrebbero materializzarsi nelle prossime ore. Il Codacons lancia l’allarme sul rischio di una “nuova stangata” per le famiglie italiane, paventando effetti a cascata non solo sui carburanti ma anche sulle bollette energetiche e sui prezzi dei beni di consumo, a causa dell’aumento dei costi di trasporto.

La crisi ha già provocato una perdita di oltre 300 miliardi di euro di capitalizzazione sui mercati azionari europei. Gli operatori guardano con particolare apprensione allo stretto di Hormuz, crocevia strategico per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto, il cui blocco potrebbe innescare ulteriori tensioni sui prezzi delle materie prime energetiche.

Risulta quindi evidente che la volatilità dei mercati rifletta la crescente preoccupazione per una possibile escalation del conflitto in una regione cruciale per l’approvvigionamento energetico globale. Gli analisti monitorano attentamente l’evoluzione della situazione, consapevoli che un’ulteriore destabilizzazione dell’area potrebbe avere conseguenze ancora più severe sull’economia mondiale. Una situazione che il nostro Paese può solo subire.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »