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Garlasco, Gianluca Zanella: «Sono convinto dell’innocenza di Stasi, ma questo non significa che Sempio sia colpevole. La chiave di volta sono le ricerche di Chiara Poggi su pedofilia e abusi sessuali»

Quali sono gli elementi importanti che sono stati trascurati nelle indagini?
«Nell’ultimo mese e mezzo della vita di Chiara ci sono cose non spiegate che sono importantissime, a partire dalle sue ricerche internet, fatte e salvare su chiavetta, su argomenti come pedofilia, abusi, cocaina. Sono ricerche fatte in un ristretto arco di tempo, che coincide con altri eventi per un motivo o per un altro degni di nota: il riavvicinamento alle sue cugine, le gemelle Cappa, e uno scambio di mail con una ex collega di lavoro in cui Chiara parla di due soggetti maschili. Se uno è Stasi, chi è l’altro? Pesa, a distanza di 18 anni, non avere tentato tutte le strade».

Quale sarebbe il movente?
«Il movente è il grande assente, aleggia su questa storia e potrebbe essere la ragione per cui è stata messa in moto la copertura. E se le prime indagini sono state viziate da errori e incompetenze, non riesco a vederci dietro la macchinazione che invece percepisco quando la Cassazione ribalta l’assoluzione di Stasi, e poi nel 2016-2017, quando le prime indagini su Andrea Sempio vengono disinnescate. Per individuare il movente, secondo me, la chiave di volta sono quelle ricerche su pedofilia e abusi sessuali che Chiara faceva: aveva scoperto qualcosa che coinvolgeva una persona a lei vicina, e ha cercato di dare un nome alla cosa, ha chiesto aiuto probabilmente alla persona sbagliata».

Quale nuovo elemento o testimonianza inedita ha trovato che l’ha colpita particolarmente?
«I vocali di Paola Cappa diffusi da Francesco Chiesa Soprani, al di là delle modalità con cui sono stati portati all’attenzione, se rispondono al vero, riscrivono alcuni capisaldi dell’inchiesta. Un altro elemento che merita attenzione, sebbene non inedito, è il verbale di sit del 15 agosto 2007, quando – dopo l’omicidio – sempre Paola Cappa dà ai carabinieri una interpretazione sul movente dell’omicidio: parla di qualcuno non corrisposto, e aggiunge che lei stessa, da bambina, ha subito molestie da un adulto. In quel riferimento, io vedo un possibile collegamento inesplorato con le ricerche fatte da Chiara prima di morire.

Si arriverà alla verità?
«La mia paura è che si arriverà a una verità parziale: pagherà uno per tutti, magari nessuno o magari tutti, perché io sono convinto che ci sia una pluralità di soggetti coinvolti. Dobbiamo essere pronti a vari scenari, ma credo che questa sia l’ultima occasione per arrivare alla verità, perché è passato molto tempo e perché lo sforzo che si sta facendo ora difficilmente sarà replicabile un’altra volta».


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