Trentino Alto Adige/Suedtirol

Galleria Kristall, il passaggio che Bolzano ha dimenticato

Nel cuore di Bolzano esiste un piccolo passaggio pedonale che pochi attraversano distrattamente e che altri evitano del tutto. È la galleria Kristall (nome popolare e non ufficiale): il corridoio coperto che collega piazza Mazzini con la parte bassa di via Cesare Battisti attraversando l’isolato dei civici 28, 30 e 32. Non è una galleria monumentale come quelle ottocentesche delle grandi città italiane. È piuttosto una piccola infrastruttura commerciale di quartiere, nata per collegare due strade e generare passaggio pedonale grazie alla presenza di negozi ai lati del corridoio. Oggi però attraversarla significa entrare in uno spazio sospeso, quasi fuori dal tempo. Talvolta pericoloso.

La situazione attuale è quella di un luogo sostanzialmente abbandonato. Le serrande dei negozi sono quasi tutte abbassate e le poche attività rimaste si contano sulle dita di una mano. Oggi nella galleria sopravvivono soltanto due esercizi: un centro massaggi e un’attività di nails, entrambi a conduzione cinese. Il resto degli spazi commerciali è vuoto. Spazzato via dal tempo. Dalle vetrine di alcuni locali si intravedono ampie metrature inutilizzate e interni che mostrano chiaramente i segni del tempo. Anche gli infissi e alcune porte tradiscono una certa vetustà degli ambienti. L’atmosfera è quella di un luogo che ha progressivamente perso la propria funzione. Desolante.

Chi lavora o abita nelle vicinanze racconta di un passaggio spesso sporco e percepito come dimenticato da chi dovrebbe prendersene cura. In alcune vetrine compaiono cartelli “vendesi” o “affittasi” con i contatti delle agenzie immobiliari. Abbiamo chiesto informazioni sui prezzi degli spazi commerciali e ci sono state indicate cifre comprese tra circa 600 euro al mese per i locali più piccoli e 900 euro per quelli di dimensioni maggiori. Per alcune vetrine pubblicitarie espositive ci è stato addirittura chiesto di formulare noi un’offerta. Un segno evidente di quanto oggi sia difficile trovare un nuovo utilizzo per questi spazi lasciando ampio spazio alla trattativa.  Il tema della sicurezza è un altro elemento ricorrente nelle conversazioni dei residenti e di chi lavora nei dintorni. Periodicamente emergono segnalazioni di microdelinquenza o di situazioni problematiche direttamente nella galleria o nelle immediate vicinanze. Con il passaggio pedonale ridotto e molte vetrine vuote, lo spazio ha perso gran parte della vitalità che in passato lo caratterizzava. 

La crisi della galleria Kristall, però, non è una storia recente. Già nell’ottobre del 2010 (16 anni fa) gli esercenti rimasti avevano deciso di scrivere una lettera al Comune, all’Unione commercio e a Confesercenti per denunciare lo stato di degrado del passaggio. All’epoca le attività sopravvissute erano quattro: un negozio di abbigliamento, un’estetista, uno studio di interior design e un bar. I commercianti spiegavano che molti locali, riconducibili alla stessa proprietà e pari a circa metà della galleria, risultavano sfitti da anni e lasciati in condizioni di abbandono. Saracinesche abbassate e interni sporchi scoraggiavano il passaggio pedonale e aggravavano la crisi delle attività ancora aperte. Nella lettera si parlava anche delle condizioni di illuminazione, giudicate insufficienti soprattutto nelle ore serali e nei mesi invernali. Anche su questo fronte in 16 anni il Comune non ha migliorato sensibilmente la situazione. Secondo gli esercenti questo rendeva la galleria un luogo poco invitante per i pedoni e allo stesso tempo un rifugio occasionale per persone senza dimora o per chi cercava un riparo temporaneo. Gli esercenti chiedevano interventi relativamente semplici: migliorare la pulizia, ripristinare un’illuminazione adeguata e coprire le vetrine vuote con manifesti o pannelli decorativi in modo da restituire almeno un minimo di dignità allo spazio. Tutte richieste girabili anche oggi all’amministrazione Corrarati. 

Undici anni dopo, nel 2021, il problema era riemerso con nuove segnalazioni da parte dei residenti.Durante il periodo del lockdown, quando molte attività erano chiuse, la galleria era diventata un punto di ritrovo per senzatetto che vi trascorrevano la notte. Coperte, sacchi a pelo e rifiuti lasciati a terra avevano alimentato le proteste di chi vive nei dintorni. Alcuni clienti delle attività rimaste raccontavano di sentirsi poco sicuri nell’attraversare il passaggio. Proprio in quel periodo la giunta comunale aveva ampliato le aree soggette alle misure di contrasto al degrado urbano inserendo anche piazza Mazzini tra le zone di particolare rilevanza. Oggi le chiusure da pandemia non sono più un problema semplicemente perché non ci sono aperture. 

Per capire la parabola della galleria Kristall bisogna però guardare alla sua origine urbanistica. Questo tipo di spazio nasce tra gli anni Sessanta e Settanta, quando in molte città italiane si diffonde l’idea che creare gallerie commerciali interne agli isolati possa aumentare il passaggio pedonale e moltiplicare le opportunità per il piccolo commercio. Non si tratta di gallerie monumentali ma di corridoi commerciali privati inseriti negli edifici, con negozi ai lati e accessi da più strade. La galleria Kristall nasce proprio con questa funzione: un passaggio coperto tra piazza Mazzini e via Cesare Battisti pensato per ospitare una sequenza di piccoli negozi. Dal punto di vista immobiliare queste gallerie sono quasi sempre condomini commerciali privati. Ogni negozio è una unità immobiliare distinta, mentre il corridoio e gli accessi costituiscono parti comuni del condominio. Nel caso della galleria Kristall le cronache e le testimonianze dei commercianti suggeriscono che molti locali appartengano a pochi proprietari e che diversi spazi risultino sfitti da anni. Questo è uno degli elementi che spesso accelera il declino di queste infrastrutture urbane.

Il problema è strutturale. Quando alcuni negozi chiudono il passaggio pedonale diminuisce. Quando diminuisce il passaggio pedonale altri negozi faticano a sopravvivere. Si crea così una spirale negativa che nel giro di pochi anni può svuotare completamente la galleria. A questo si aggiunge il cambiamento dei flussi commerciali delle città contemporanee. L’espansione dei centri commerciali e dei grandi supermercati ha spostato gran parte del traffico economico verso poli commerciali più grandi e facilmente accessibili. Le piccole gallerie di quartiere, progettate per un modello di città molto più pedonale e diffuso, faticano sempre più a trovare una nuova funzione.

La domanda oggi è quindi quale futuro possa avere uno spazio come la galleria Kristall. Il Comune non può aprire negozi né intervenire direttamente sulle proprietà private, ma può contribuire a creare condizioni che rendano la zona più viva. Un primo passo potrebbe essere la gestione degli eventi pubblici in piazza Mazzini. Negli ultimi anni manifestazioni e iniziative sono state praticamente sempre autorizzate sul lato opposto della piazza. Spostarne alcune anche sul lato ovest (quello dove affaccia la galleria) potrebbe portare temporaneamente più persone verso quell’ingresso. È vero che su quel lato si trovano parcheggi e che ogni evento comporterebbe la loro temporanea soppressione. Farlo anche solo due o tre volte l’anno, tuttavia, potrebbe rappresentare un piccolo segnale di attenzione verso questa parte della piazza. Un’altra possibilità riguarda l’utilizzo delle vetrine vuote. Oggi rappresentano soltanto spazi inutilizzati, ma potrebbero diventare superfici espositive temporanee per fotografie, illustrazioni o piccole opere d’arte, creando almeno un motivo di curiosità per chi attraversa il passaggio.

Infine resta il tema del decoro urbano. Molti interventi dipendono dalle proprietà private, ma l’apertura di un tavolo di confronto tra proprietari, amministrazione comunale e associazioni economiche potrebbe aiutare a individuare piccoli interventi condivisi: migliorare l’illuminazione, curare la pulizia, ripensare gli accessi. Tutte misure nelle corde del Comune ovviamente. 

La galleria Kristall probabilmente non tornerà mai ad essere il corridoio commerciale vivace che era stato immaginato mezzo secolo fa. Ma potrebbe ancora diventare qualcosa di diverso. Le città sono piene di spazi minori che, quando vengono dimenticati, diventano invisibili. Quando invece qualcuno decide di guardarli di nuovo, spesso rivelano un potenziale inatteso. La galleria Kristall oggi è esattamente questo: uno spazio sospeso tra passato e futuro. Sta alla città e a chi la governa decidere se lasciarlo lentamente scivolare nell’oblio o provare a immaginare una nuova storia.

✍️ Alan Conti 







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