Società

Galimberti: “La scuola sviluppa solo un tipo di intelligenza, quella logico-matematica. Ma ne esistono molte altre”

Galimberti critica una scuola che privilegia l’intelligenza logico-matematica funzionale a una società maschile, trascurando le doti artistiche ed emotive che richiedono tempi diversi di apprendimento. Il filosofo sottolinea la superiorità cognitiva della donna, dotata anche di intuito e sentimento, qualità che l’uomo spesso etichetta come follia ma che potrebbe apprendere dialogando con la propria femminilità.

Umberto Galimberti interviene in un video sul tema dei modelli educativi e delle diverse tipologie cognitive presenti nelle aule scolastiche. Secondo il filosofo, l’istituzione scolastica attuale si focalizza su un unico binario formativo. “La scuola sviluppa un solo tipo di intelligenza, che è l’intelligenza logico-matematica”. Questo processo di indirizzamento inizia precocemente, “a partire dalla prima elementare, dove si impara a leggere, a scrivere e a farti conto”.

La pluralità delle intelligenze e i tempi di apprendimento

L’analisi evidenzia come esistano molteplici forme di talento spesso trascurate dai percorsi curricolari standard. Galimberti ricorda che “ce ne sono tante altre di intelligenza” , citando specificamente “l’intelligenza musicale, artistica, psicologica, linguistica” e persino “l’intelligenza somatica”.

L’ingresso nel mondo scolastico non avviene per tutti con le stesse dotazioni cognitive. “Quando uno viene a scuola, non è che vengono a scuola tutti con l’intelligenza logico-matematica”. Gli studenti che possiedono doti differenti, come quella artistica, devono compiere un percorso di adattamento verso il pensiero logico. In questo passaggio è necessario “dargli tempo” poiché l’alunno “non è un ritardato”. Si tratta piuttosto di “uno che sta facendo una strada dalla sua intelligenza naturale a quella che deve acquisire”. Riguardo alla preminenza della logica matematica, Galimberti precisa: “Che non è la più sublime di tutte, è la più utile”.

Un modello funzionale alla società maschile

Il filosofo spiega le ragioni dietro la scelta di questo metro di valutazione unico. “Sapete perché misuriamo solo quella? Perché l’intelligenza logico-matematica è quella che serve di più per intenderci in una società a sfondo maschile, perché è l’intelligenza dei maschi”. Secondo la sua visione, “i maschi tendenzialmente hanno solo quella”.

Diverso è il quadro delineato per l’universo femminile. “La donna, oltre all’intelligenza logico-matematica, ha anche un’intelligenza intuitiva” e possiede inoltre “un’intelligenza sentimentale”.

Il contrasto tra razionalità e intuizione

La complessità cognitiva femminile può generare incomprensioni nelle relazioni dominate dalla prospettiva maschile. “Quando una donna usa l’intelligenza intuitiva e quella sentimentale, cosa si sente a dire dall’uomo? Ma tu sei pazza!”. Questa etichetta viene attribuita perché la donna esce “dalla logica razionale a sfondo maschile”.

In conclusione, Galimberti indica una possibilità di evoluzione anche per gli uomini. “I maschi possono avere quella intuitiva e quella sentimentale”. Tale acquisizione diverrebbe possibile “se avessero una relazione con la loro controparte sessuale, ovvero con la loro femminilità”.


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