Galateo contemporaneo: dallo smartphone a tavola alle risposte su Whatsapp, ecco le nuove buone maniere
Ha ancora senso parlare di galateo? Oppure, riformulando la questione: avevamo davvero bisogno di un manuale di buone maniere nel 2025? Una domanda legittima, alla quale Camila Da Rocha, psicologa di formazione ed esperta di etichetta internazionale, nonché autrice del nuovo libro Galateo Contemporaneo (Gribaudo Editore, pp. 216, 22,80 €), sente di dare una risposta affermativa.
«Non solo credo sia importante preservare i principi di buona educazione che ci sono stati tramandati, ma penso che oggi siano più necessari che mai. In un mondo dove tutto cambia con velocità e spesso le relazioni sono virtuali diventa sempre più fondamentale conoscere e applicare le norme dello stare bene insieme», dichiara la stessa autrice.
Quello di Camila Da Rocha è un manuale che aggiorna (finalmente!) le buone maniere al XXI secolo. Perché l’educazione, oggi, è un superpotere inclusivo e rivoluzionario. Dal dress code per un colloquio al messaggio perfetto su Tinder, dai silenzi in ascensore alle cene con gli amici, il libro tocca ogni aspetto della vita moderna.
Perché saper stare al mondo non significa adeguarsi, ma sapersi distinguere con grazia e assertività.
Per avere un assaggio di questo Galateo 2.0 ecco alcuni tip suggeriti dall’autrice per affrontare il mondo moderno con la giusta dose di educazione e buone maniere.
Presentarsi sempre
Immaginiamo di incontrare un amico che a sua volta è in compagnia di qualcuno che non conosciamo. Ci salutiamo, scambiamo qualche convenevole sorridendo e poi notiamo che lo sconosciuto resta un passo indietro, in silenzio. Qualunque sia il contesto, lavorativo o informale, l’educazione prevede che ci si presenti. Non facendolo, il rischio è quello di dare un’idea di sé non proprio lusinghiera. Si può dare l’impressione di ritenersi così superiori agli altri da non voler allungare la mano e comunicare il proprio nome. Oppure si rischia di apparire distratti.
Introdurre sé stessi ruba pochi secondi e mette le persone che ci circondano a proprio agio. Sanno chi siamo, abbiamo costruito una prima fondamentale connessione. È un segno di rispetto nei confronti degli altri, ma anche di considerazione nei confronti di se stessi. Accompagnare le presentazioni con un sorriso cordiale rende, poi, tutto più semplice.
Da non fare: l’eccessiva curiosità non è cortese, così come l’indifferenza. Trovare il giusto equilibrio è un’arte che va esercitata.
Lo smartphone a tavola
In generale, se siamo in compagnia di qualcuno, il telefono dovrebbe restare in tasca. La conversazione “dal vivo” prevale su quelle a distanza. Questo vale anche per messaggi, l’occhiata rapida alle e-mail o al social preferito. Non si fa. E se è assolutamente necessario rispondere a un messaggio, ci si scusa. Se qualcuno ci cerca e non abbiamo scelta, possiamo mandare un veloce
messaggio per avvisare che richiameremo appena possibile.





