Furto San Luca, trovata auto sospetta in periferia

Proseguono le indagini sul furto alla basilica di San Luca: un’auto, risultata rubata, che compare nei video delle telecamere di sorveglianza delle vie che portano al santuario poco prima dell’alba, è stata trovata in periferia dagli investigatori della squadra mobile. La macchina, all’interno della quale non sono stati trovati oggetti particolari, è ora al centro di accertamenti più approfonditi per verificare se sia stata utilizzata dai ladri per rubare le offerte e gli ex voto donati dai fedeli alla Madonna di San Luca, protettrice di Bologna. Secondo la tradizione, l’icona mariana custodita nel santuario sarebbe stata dipinta da San Luca evangelista e giunta a Bologna alla fine del XIII secolo e da sempre proteggerebbe la città dalle avversità. Ogni anno, nel mese di maggio, l’immagine sacra scende in città per la tradizionale processione.
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La dinamica del furto nella Basilica di San Luca
Il colpo è avvenuto all’alba del 18 febbraio, il primo giorno di Quaresima, quando la banda di ladri è entrata nella basilica e ha infranto il vetro protettivo dell’icona della Beata Vergine, sottraendo alcuni preziosi donati dai fedeli e fissati sulla “riza”, la lastra argentata che lascia scoperti i volti della Madonna e del Bambino Gesù.
Secondo una prima ricostruzione, i malviventi sarebbero entrati passando dai ponteggi del cantiere attivo su un lato della basilica, accedendo da una porta laterale. L’allarme, a quanto riferito al rettore della basilica i San Luca, don Remo Resca, era stato temporaneamente disattivato proprio a causa dei lavori e avrebbe dovuto essere ripristinato proprio in concomitanza con il colpo. Oltre alla teca dell’icona, sono state aperte anche due casseforti contenenti alcune offerte. A intervenire sono stati i poliziotti del commissariato Santa Viola, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti, e la squadra mobile che sta indagando sulla vicenda.
Attrezzi dal cantiere e un guanto repertato
All’interno della basilica sono stati trovati attrezzi probabilmente utilizzati per rompere il vetro protettivo che sarebbero stati prelevati dal cantiere presente sul lato della chiesa. La polizia scientifica ha inoltre repertato un guanto che potrebbe rivelarsi utile per le indagini. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere e verificando eventuali tracce biologiche o impronte.
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