Marche

“Fuoco amico” da Interlenghi, il M5S non ci sta: «Ora c’è entusiasmo, a differenza di 5 anni fa»

FERMO – La replica del Movimento 5 Stelle alle accuse mosse dal capogruppo di Fermo Capoluogo, ed ex candidato sindaco del centrosinistra

«Le recenti esternazioni di Renzo Interlenghi non possono passare sotto silenzio. Accogliamo con stupore, ma anche con una certa chiarezza interpretativa, il suo “addio” alla scena politica locale: un congedo intriso di una delusione che sembra appartenere più alla sfera dei personalismi che a quella della visione politica collettiva». Inizia così la replica del Movimento 5 Stelle alle recenti accuse dell capogruppo di Fermo Capoluogo rivolte proprio al centrosinistra. Una sorta di “fuoco amico” arrivato dall’ex candidato sindaco che ha guidato la compagine di centrosinistra alle Comunali del 2020, e che il M5S oggi rispedisce al mittente.

Per il M5S «è necessario ristabilire la realtà dei fatti: se nel 2020 non vi erano le condizioni per appoggiare la candidatura di Interlenghi, non era per una mancanza di coraggio, ma per l’assenza di un progetto che fosse realmente inclusivo, fresco e capace di parlare a tutta la città. Oggi quelle condizioni esistono e hanno un nome e un volto: Angelica Malvatani. La scelta di Angelica Malvatani non è, come maldestramente suggerito da chi guarda al passato, un segno di “debolezza” o di “inesperienza amministrativa”. Al contrario, è la migliore candidatura possibile che il centrosinistra potesse esprimere».

La replica a Interlenghi non si ferma alla sola candidata a sindaco: «Respingiamo con forza l’analisi di chi riduce il Movimento 5 Stelle a una mera “sigla”. I 5 Stelle a Fermo sono una forza viva, un gruppo di cittadini pronti a dare un contributo concreto e qualitativo a una coalizione che oggi, finalmente, ha trovato la sua quadra nel “campo largo”. Oggi non ci limitiamo a partecipare: vogliamo costruire. A differenza di cinque anni fa, oggi c’è l’entusiasmo di chi vede una prospettiva reale. Non stiamo parlando di poltrone, come accade nel centrodestra o tra le fila del civismo di facciata di Scarfini e Calcinaro, ma di un’idea nuova di città dove i fermani possano tornare a sognare e a sentirsi protagonisti. Le divisioni interne alla maggioranza uscente, il “caso Scarfini” e l’ombra ingombrante di Calcinaro dimostrano che l’attuale sistema di potere è al capolinea, logorato da logiche spartitorie. Fermo è scesa sotto i 36 mila abitanti e soffre di una precarietà abitativa e lavorativa che non si risolve con i centri commerciali o con le feste in piazza».

«Cinque anni di solitudine, egocentrismo ed individualismo hanno attecchito anche nel centrosinistra» Lo sfogo di Interlenghi

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