Marche

fuggi fuggi all’arrivo dei carabinieri


FERMO Sono tornati ad azzuffarsi per le vie del centro storico, le bande di giovanissimi che ormai hanno abituato alle loro scorribande notturne a Fermo. La differenza rispetto ai ripetuti episodi negli ultimi due mesi (almeno tre) è che almeno, stavolta, le violenze sono avvenute più tardi, intorno alle 3 del mattino, senza terrorizzare centinaia di passanti e avventori dei locali. Sono una decina o poco più, i protagonisti della rissa e sono al lavoro i carabinieri nel tentativo di identificarne i responsabili.

Le botte

Si tratterebbe di volti già noti e coinvolti nei precedenti episodi capitati tra dicembre e gennaio. Ragazzi molto giovani, alcuni anche minorenni, che ormai hanno iniziato a frequentare in pianta stabile il capoluogo di provincia e a diventare tristemente noti per le loro continue intemperanze, le provocazioni e l’attitudine a comportamenti violenti e aggressivi. Non è chiaro cosa abbia scatenato questa volta l’alterco, verosimile che ci siano conti in sospeso per lo smercio di dosi di stupefacenti e che questo alimenti ogni volta nuove tensioni e rivalità. In piazza del Popolo, ricevuta una segnalazione da alcuni residenti, si sono precipitate le pattuglie del Radiomobile ed all’arrivo delle forze dell’ordine i facinorosi si sono dati alla fuga per i vicoli del centro, facendo perdere ogni traccia. I militari stanno vagliando le immagini delle spycam per cercare di risalire ai protagonisti della rissa.

Il fuggi fuggi

Nessuna grave conseguenza dalla scazzottata, dato che ognuno si è allontanato sulle sue gambe e non risultato accessi in pronto soccorso, nelle ore successive, con traumi e lesioni compatibili con la rissa, o ancor peggio con ferite d’arma da taglio. Rimane alta la preoccupazione per fenomeni che nel periodo invernale sono diventati ormai all’ordine del giorno e stanno minando la serenità di chi vive, lavora o frequenta il salotto della città. Tanto che il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti, si era detto anche favorevole a presidi straordinato con militari dell’esercito nelle zone più a rischio, in attesa che arrivino rinforzi per le forze dell’ordine.




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