Frosinone e Catanzaro, così diversi ma… simili
Diversi eppure simili, forse più di quanto non si direbbe. Fra Catanzaro e Frosinone non mancano parallelismi, punti di contatto e differenze. Giocano quasi all’opposto, ma sono efficaci più o meno allo stesso modo. Aquilani ha impiegato oltre due mesi a trovare l’equilibrio e svoltare con i giallorossi, Alvini invece la quadra l’ha individuata subito facendo dimenticare in un amen – al suo gruppo e all’ambiente – tutte le negatività della stagione scorsa.
Domani saranno interessanti e potenzialmente decisivi tutti gli incroci in campo, però ci sono tre nomi – da una parte e dall’altra – che hanno un peso specifico maggiore nell’economia delle due squadre e nelle scelte degli allenatori.
Il primo duello a distanza è fra i bomber, anche se uno non è capocannoniere della squadra e l’altro sarebbe solo un centrocampista: Iemmello e Koutsoupias. Non c’è bisogno di spiegare perché Pietro continua a essere la chiesa al centro del villaggio: cinque gol e quattro assist, una libertà in campo forse pure ampia di quella della scorsa stagione (e della precedente), una vocazione da regista e rifinitore che diventa più forte ed evidente ogni anno che passa (fra meno di due mesi saranno 34). Il greco invece si sta consacrando a Frosinone, dove ha trovato lo spazio che a Catanzaro non aveva e dove il gioco di Alvini – diretto, verticale – ne esalta le capacità da incursore, come dimostrano le sei reti e i tre servizi vincenti di questa prima parte di stagione: per un centrocampista è un gran bel bottino già ora.
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