Puglia

Fratture al volto dopo incidente stradale, 28enne salvato con ricostruzione virtuale

Un incidente stradale che gli ha fratturato gran parte del volto. Una equipe medica che è riuscita a ricostruirgli mascella e mandibola attraverso un intervento chirurgico studiato nei dettagli anche a livello virtuale. È quanto vissuto da un giovane di 28 anni che dopo essere stato soccorso e trasportato all’ospedale di Andria, dove è arrivato con fratture multiple del mascellare e della mandibola, è stato trasferito al Policlinico di Bari. Lì, i medici del reparto di Chirurgia maxillo-facciale hanno definito il politrauma, ricostruito virtualmente le fratture per poi pianificarne la riduzione.

“L’intervento – spiega in una nota la professoressa Chiara Copelli, direttrice del reparto chirurgico – ha consentito di ridurre e stabilizzare le fratture secondo quanto definito nella pianificazione virtuale preoperatoria, ripristinando il corretto assetto delle strutture del volto”. “Il decorso post-operatorio è stato regolare e il 28enne sta proseguendo il percorso di recupero e i successivi controlli nell’ambito del follow-up ambulatoriale della Chirurgia maxillo-facciale”, aggiunge Copelli spiegando che “con l’arrivo dell’estate è aumentata l’incidenza dei traumi maxillo-facciali, sia negli adulti sia nei bambini. E il 50% dei pazienti valutati, ha avuto necessità di un trattamento chirurgico”. Infatti, il caso del 28enne è solo uno degli oltre 180 traumi del volto valutati dall’unità operativa complessa di Chirurgia maxillo-facciale dall’inizio di giugno a oggi.

Il Policlinico di Bari è hub di riferimento per la chirurgia maxillo-facciale con pazienti che arrivano da tutta la Puglia e dalle regioni vicine. Si tratta di persone con traumi complessi che richiedono competenze altamente specialistiche, un approccio multidisciplinare oltre a tecnologie avanzate che aiutano la pianificazione e l’esecuzione degli interventi. La Chirurgia maxillo-facciale utilizza la chirurgia virtuale, la navigazione intraoperatoria e la stampa 3D per studiare con precisione l’anatomia del paziente e le conseguenze del trauma.
“L’obiettivo – conclude Coppelli – è rendere più precisa la procedura chirurgica, ottimizzare i tempi operatori e favorire il recupero funzionale ed estetico del paziente”.




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