Franco Amoroso, barelle assenti ma nessun colpevole
SENIGALLIA Chiuse le indagini per il caso di Franco Amoroso, il 60enne malato oncologico che lo scorso 12 gennaio si era sdraiato a terrà al Pronto soccorso in assenza di barelle. Non sono emerse responsabilità. Tutti i dettagli verranno forniti oggi in consiglio regionale. Il direttore dell’Ast di Ancona, Giovanni Stroppa, dopo essersi scusato per quella foto che ha fatto il giro d’Italia, aveva disposto subito un’indagine interna.
Gli accertamenti
Non una caccia alle streghe ma un atto dovuto per capire cosa fosse accaduto realmente quel giorno.
E’ stato necessario ricostruire tutti i passaggi per cercare la causa di un corto circuito sanitario. Nessuno ha sbagliato. Di questo era certo anche Franco. Del personale aveva detto «fa quello che può». Non aveva nemmeno voluto sporgere denuncia ma solo accendere un faro su un sistema da migliorare. C’è riuscito. Medici, infermieri e operatori sociosanitari, quel giorno hanno fatto tutto il possibile alle condizioni date. Il reparto era in sofferenza per via di un elevato afflusso che aveva costretto anche una paziente ad attendere in ambulanza prima di essere visitata.
Nessun provvedimento disciplinare in arrivo. Nel corso degli audit chi era di turno ha raccontato anche il dettaglio della coperta. Hanno detto che la moglie l’ha presa entrando nella stanza della vestizione poi si sono accorti che l’aveva stesa a terra e sopra ci si era rannicchiato il 60enne. Nessuno aveva avuto il coraggio di dirle nulla, vista la situazione. Un gesto d’amore quello della moglie visto che Franco aveva forti dolori e non riusciva più a stare seduto. Non volendo farlo stendere direttamente sul pavimento, ha pensato di ripararlo così. Franco Amoroso il 26 gennaio è deceduto per quel terribile tumore al colon, già operato che si era ripresentato.
Nulla a che vedere con quanto accaduto al Pronto soccorso. Il direttore dell’Ast Ancona ha voluto verificare anche presso il reparto di Oncologia, scoprendo che il 60enne non era in carico. La moglie aveva poi spiegato che si era rivolto all’Oncologia di Torrette e avrebbe dovuto iniziare una terapia ma non ha fatto in tempo. E’ deceduto prima. Intanto ci sono ancora malati oncologici che faticano a prenotare gli esami. E’ accaduto anche ieri. Una Tac da eseguire entro dieci giorni al Cup ma non è stato possibile. Non c’erano posti disponibili. L’Ast Ancona sta lavorando per capire cosa non stia funzionando a livello di prenotazioni e come risolvere queste difficoltà.




