Politica

Francia, Macron ha nominato di nuovo Sebastien Lecornu come primo ministro

“Compromesso”, fare di tutto per evitare la “dissoluzione” e lo scioglimento dell’Assemblea. Sono i concetti che fonti interne all’Eliseo hanno fatto circolare prima che il presidente della Francia, Emmanuel Macron, si presentasse alla Nazione con l’annuncio del nuovo premier. Ed ecco che il primo ministro è ancora Sebastien Lecornu che si era dimesso lunedì scorso, appena 14 ore dopo aver annunciato la composizione del suo governo che aveva tenuto solo una notte.

Più solo che mai davanti ad una delle crisi più laceranti della storia della Quinta Repubblica francese Macron aveva promesso che avrebbe risolto in 48 ore oppure si sarebbe assunto le sue responsabilità. Dopo appunto il ritiro di Lecornu, la palla era tornata nel campo del presidente, Emmanuel Macron, che si era impegnato a nominare entro venerdì sera un nuovo capo del governo per scongiurare la prospettiva di urne anticipate. Opzione, quest’ultima, invocata come un mantra dal Rassemblement National (Rn), strafavorito nei sondaggi in caso di ritorno alle urne, e dalla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise).

A imporre un’accelerazione la necessità entro entro lunedì di presentare il progetto di legge di Bilancio per il 2026, perché possa essere votato entro fine anno. In questo quadro frenetico, Macron ha convocato venerdì alle 14.30 i leader dei partiti politici del gruppo centrale, della destra repubblicana e della sinistra (socialisti, ecologisti e comunisti). Non sono invitati all’Eliseo i responsabili di Le France Insoumise e il Rassemblement National, i due partiti degli estremi di sinistra e di destra, gli stessi che nei giorni scorsi hanno rifiutato di partecipare alle consultazioni e che puntavano a un ritorno alle urne. Per ora scongiurato.


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