Società

Francia, la Commissione europea conferma la competenza nazionale sulla maggiore età digitale

L’Assemblea nazionale francese ha approvato nella notte tra il 26 e il 27 gennaio il disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni.

Il provvedimento, sostenuto dal governo e votato con 130 voti favorevoli contro 21 contrari, rappresenta una misura volta a tutelare la salute mentale degli adolescenti. Il testo normativo passerà ora all’esame del Senato, previsto per metà febbraio, con l’obiettivo di un’entrata in vigore dal primo settembre 2026.

Il presidente Emmanuel Macron ha definito il voto “un passo importante” e ha ribadito il proprio impegno attraverso i canali social. L’ex premier Gabriel Attal, principale promotore del provvedimento, ha confermato la tempistica accelerata voluta dall’Eliseo. La normativa si applica a tutte le principali piattaforme online utilizzate dagli adolescenti, da TikTok a Instagram, da Snapchat a Facebook, con eccezioni previste solo per i contenuti educativi. Il testo estende inoltre ai licei il divieto di utilizzo dei cellulari in classe, già in vigore nelle scuole elementari e medie.

La posizione della Commissione europea sul DSA

Il portavoce della Commissione Europea per i servizi digitali, Thomas Regnier, ha confermato durante il briefing con la stampa a Bruxelles che “la protezione dei minori online è una priorità per la Commissione Europea”. Le autorità francesi hanno il diritto di instaurare un sistema di verifica dell’età digitale rivolto ai propri cittadini, ha precisato Regnier. Il Digital Services Act e la Commissione Europea sono gli unici enti autorizzati a imporre obblighi aggiuntivi alle piattaforme di grandi dimensioni, come definite dal regolamento europeo.

Il Regolamento sulla Protezione dei dati stabilisce che spetta agli Stati membri fissare la maggiore età digitale tra i 13 e i 16 anni. Si tratta di una prerogativa nazionale, ha chiarito il portavoce, escludendo che Bruxelles stia lavorando a un divieto dei social media a livello europeo. La Francia può quindi istituire una legge sulla maggiorità digitale rivolta ai cittadini, pur non potendo imporre autonomamente obblighi aggiuntivi alle piattaforme online di grandi dimensioni.

Il contesto normativo europeo e internazionale

Il Digital Services Act, in vigore dal febbraio 2024, obbliga le grandi piattaforme a valutare i rischi per i minori e a mettere in campo strumenti efficaci per prevenirli. La Commissione Europea ha pubblicato nel settembre 2025 linee guida specifiche per la protezione dei minori nell’ambito del DSA, proponendo misure come account più privati e sistemi di verifica dell’età. Il 14 luglio 2025 l’esecutivo europeo ha inoltre reso disponibile un modello di verifica dell’età per il marchio bianco dell’UE, con una fase pilota che coinvolge Danimarca, Francia, Grecia, Italia e Spagna.

La Francia, se il Senato approverà definitivamente il provvedimento, diventerebbe il primo paese europeo a imporre un limite di età così restrittivo per l’accesso ai social network. L’Australia ha già adottato una legislazione analoga, vietando l’uso dei social agli under 16 dall’inizio di dicembre 2025. Macron aveva già lanciato nel giugno 2025 un ultimatum all’Unione Europea, minacciando un divieto unilaterale in assenza di progressi a livello comunitario sulla questione della maggiore età digitale.


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