Francesca Albanese difesa dal Comitato Onu: “Accuse basate su disinformazione”

Il Comitato di coordinamento delle procedure speciali Onu ha respinto le accuse di antisemitismo a Francesca Albanese e le richieste di dimissioni arrivate da diversi Paesi, tra cui Francia e Italia. In una nota, l’organo composto da sei esperti indipendenti difende la relatrice speciale Onu per la Palestina, parlando di “violenti attacchi” e di una campagna “basata sulla disinformazione”. “Denunciamo – si legge nel comunicato – le azioni dei ministri di alcuni Stati che si basano su fatti inventati e su dichiarazioni che Albanese non ha mai rilasciato”
La prima richiesta di revoca era arrivata l’11 febbraio dal ministro francese degli Esteri Jean-Noel Barrot, che aveva accusato Francesca Albanese di aver definito Israele “nemico comune dell’umanità“ durante un forum di Al Jazeera. Un attacco frontale fatto sulla base di un video manipolato con un taglia e cuci che aveva stravolto il reale significato dell’intervento. Nonostante questo, al reclamo della Francia, si erano poi aggiunti quelli della Germania, dell’Italia, dell’Austria e della Repubblica Ceca. Le richieste di dimissioni saranno formalizzate al consiglio delle Nazioni unite per i diritti umani in programma il 23 febbraio.
Nella nota, il Comitato esprime la sua preoccupazione per la delegittimazione costante non solo del lavoro della relatrice, già sanzionata dagli Usa, ma anche di quello di altri esperti indipendenti in materia di diritti umani, di funzionari delle Nazioni Unite e dei giudici di tribunali internazionali. “Invece di chiedere le dimissioni della signora Albanese – scrivono i sei membri – questi rappresentanti del governo dovrebbero unire le forze per chiamare a rispondere delle proprie azioni, anche dinanzi alla Corte penale internazionale, i leader e i funzionari accusati di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza”.
A sostegno di Francesca Albanese e del suo lavoro si sono schierati anche 150 ex diplomatici, ministri e ambasciatori. In una lettera aperta accusano l’attuale ministro degli Esteri francese, Barrot, di ”disinformazione”. Le 150 personalità, tra cui una maggioranza di ex diplomatici olandesi, ma anche ex ministri greci, argentini o danesi ”condannano il ricorso a elementi inesatti e manipolati per screditare la titolare di un mandato indipendente delle Nazioni Unite”. Albanese ”non ha qualificato Israele come ‘nemico comune dell’umanità”, ricordano i firmatari, invitando il Quai d’Orsay a ”tornare sulle dichiarazioni inesatte attribuite alla signora Albanese e a rettificarle pubblicamente”. Anche per loro, non è solo il caso della giurista italiana a essere in gioco, ma ”l’integrità stessa del sistema multilaterale”.
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