Ambiente

‘Fractio panis’, una mostra invita a riflettere sul valore del pane – Fiere e Eventi

Opere di Ettore Frani, Matteo
Lucca e Daniela Novello, artisti di spicco nel panorama
dell’arte contemporanea, compongono la mostra ‘Fractio panis’
che si Inaugura giovedì 26 febbraio (ore 18) al Museo d’arte
Lercaro di Bologna. Visitabile fino al 24 maggio, il progetto, a
cura di Giovanni Gardini, invita a riflettere sul valore del
pane come elemento centrale della vita dell’uomo, nella sua
dimensione quotidiana e in quella spirituale ed eucaristica.

   
Il pane attraversa i principali ambiti dell’esistenza:
racconta il lavoro e la condivisione, il perdono e la memoria,
richiama la terra e la bellezza dei campi, l’acqua e il calore
del fuoco. In esso si stratificano tradizioni antiche, in cui
generazioni diverse si incontrano e dialogano. Frani, Lucca e
Novello – artisti con esperienze internazionali che da anni
indagano questo tema universale – sono stati invitati a
costruire un percorso umano e spirituale capace di far emergere
il significato essenziale del pane. Le loro opere interpellano
il visitatore, sollecitando una meditazione sul pane come luogo
d’incontro tra gli uomini e come possibilità di dialogo tra
l’umano e il divino.

   
Ettore Frani, molisano, da anni affronta il soggetto del pane
all’interno di una più ampia e stratificata ricerca poetica:
attraverso una raffinata tecnica ad olio su tavola laccata, e
l’utilizzo del solo colore nero, la sua pittura diviene una
finissima scultura di luce restituendo allo sguardo figure
intrise di una profonda spiritualità. Matteo Lucca, forlivese,
ha fatto del pane la cifra stilistica del suo lavoro: da anni il
pane è la materia principale per le sue sculture, gli uomini di
pane.
All’interno di stampi di terracotta, calchi-autoritratti
dell’artista stesso, prendono vita statue di pane, dove la
maestria di Lucca entra in relazione con l’imprevisto offerto
dal processo di lievitazione e di cottura che, di volta in
volta, crea opere sempre nuove. Daniela Novello, milanese,
privilegia la pietra per scolpire pani di varie forme e fatture:
attraverso un’accurata scelta dei materiali realizza grandi pani
e piccole pagnotte che ingannano l’occhio anche del più attento
osservatore, invitato ad andare oltre la materia per riflettere
sul tema della condivisione.

   

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