Calabria

Fp Cgil a Occhiuto: “Prima di guardare alla Tunisia, si ascoltino i bisogni dei Centri per l’Impiego calabresi”

Alessandra Baldari, segretaria regionale Fp CGIL Calabria

La FP CGIL Calabria interviene duramente sulle dichiarazioni del Presidente Roberto Occhiuto, che ha ipotizzato l’apertura di Centri per l’Impiego in Tunisia per formare e reclutare manodopera destinata ai cantieri calabresi. Un’idea che, secondo la coordinatrice dei CPI Alessandra Neri e i segretari Ferdinando Schipano e Alessandra Baldari, appare lontana dai problemi reali che affliggono i CPI della regione.

Il sindacato ricorda che mentre il Presidente punta a iniziative “ad effetto”, resta irrisolto il “sogno” dei lavoratori dei Centri per l’Impiego e dei cittadini disoccupati calabresi: vedere finalmente funzionare un servizio pubblico essenziale, con organici valorizzati, percorsi meritocratici e uffici adeguati alle esigenze dell’utenza.

Un sistema sovraccarico e senza riconoscimenti

Nel corso della scorsa legislatura, la FP CGIL ha più volte denunciato le storture del sistema CPI: personale oberato da attività crescenti e spesso poco coordinate, nessun riconoscimento per l’impegno quotidiano, ritardi nell’attuazione di misure interne e mancanza di una chiara organizzazione.

Nonostante gli investimenti e il Piano di Potenziamento, nulla di significativo è stato fatto per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi. Anzi, secondo Baldari, meritocrazia e trasparenza continuano a essere elementi marginali, mentre disagi e tensioni interne crescono.

Fuga di personale e malcontento generale

Neri e Schipano sottolineano come nessuno, e in particolare il Presidente, sembri interrogarsi sulle cause della fuga di personale verso altri settori o verso altre Amministrazioni, dove condizioni economiche e prospettive di crescita risultano decisamente migliori.

Un esempio emblematico è la manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni ancora in attesa di definizione dopo sei mesi. Una lentezza che il sindacato interpreta come sintomo di scarsa attenzione verso i lavoratori dei CPI.

Sedi inadeguate e assenza di sicurezza

Il sindacato denuncia inoltre l’assenza di un servizio di vigilanza — più volte richiesto — e le condizioni spesso inadeguate degli uffici: ambienti non sicuri, poco confortevoli e privi dei requisiti minimi per garantire privacy e tutela a un’utenza già fragile.

Una situazione che, secondo i rappresentanti FP CGIL, contribuisce a rendere i CPI poco attrattivi e incapaci di assolvere pienamente alla propria funzione.

Formazione inefficace e risorse sprecate

La FP CGIL critica anche la gestione delle risorse destinate alla formazione, giudicata inefficace e scollegata dalle reali esigenze del territorio. Troppo spesso, affermano Neri, Schipano e Baldari, i percorsi formativi restano sulla carta, beneficiando più gli enti che li erogano che i cittadini in cerca di un’opportunità lavorativa concreta.

Prima di pensare a esportare questi modelli in altri Paesi, aggiungono, sarebbe necessario mettere ordine nelle criticità interne e rendere i CPI un settore realmente strategico per la Calabria.

La richiesta: aprire subito un tavolo di confronto

La FP CGIL Calabria rinnova dunque la richiesta di apertura di un tavolo di confronto operativo con la Regione. L’obiettivo è introdurre finalmente azioni mirate al benessere dei dipendenti e alla qualità dei servizi, in una terra con livelli di disoccupazione tra i più alti d’Italia.

Il sindacato auspica che questa nuova legislatura possa segnare un cambio di passo reale e che le disponibilità al dialogo finora proclamate si traducano in fatti concreti e verificabili.


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