Foto con sigari e rum. Il direttore dell’Fbi hackerato da Teheran
Immortalato mentre annusa e fuma sigari o mentre si fa un selfie allo specchio con una bottiglia di rum. Le foto del direttore dell’Fbi, Kash Patel, sono diventate pubbliche dopo che il gruppo Handala, legato al regime iraniano, ha pubblicato online non solo immagini ma anche documenti sottratti dall’account di Patel, inclusa la corrispondenza personale. L’Fbi ha confermato l’intrusione di hacker nelle email personali del direttore.
La maggior parte delle lettere digitali pubblicate risale a un periodo compreso fra il 2012 e il 2014, ma una è del 2022. L’Fbi ha spiegato in un comunicato di “essere al corrente che attori malevoli hanno colpito le mail personali di Patel” e di aver “adottato i passi necessari per mitigare i rischi potenziali associati con questa attività”. Nessuna precisazione, invece, sulla paternità dell’attacco.
Le informazioni a cui gli hacker hanno avuto accesso sono, secondo il Bureau, “di natura storica e non implicano informazioni sulle attività del governo”. “L’Fbi continuerà a perseguire gli attori responsabili, a sostenere le vittime e a condividere intelligence utile alla difesa delle reti”. Handala, che secondo il dipartimento della Giustizia di Washington è legata al ministero della sicurezza della Repubblica islamica, era stata associata a un cyber attacco di alto profilo contro un’azienda americana, la produttrice di equipaggiamenti medici Stryker. E ha rivendicato di aver rubato i nomi e altri dettagli di decine di dipendenti della Lockheed Martin.
All’inizio del mese, l’Fbi aveva informato il Congresso che un sistema di sorveglianza impiegato in inchieste era stato compromesso da hacker di cui, ancora una volta, non si faceva il nome. Fonti avevano precisato che si trattava di presunti hacker cinesi.
L’agenzia offre una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni che aiutino a identificare i membri del gruppo Handala.
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