Emilia Romagna

Forlì e Istituto Centrale per il Restauro insieme per salvare il patrimonio artistico – Forlì24ore.it

Il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e il dirigente comunale nel deposito comunale

Accordo pluriennale con l’ente del Ministero della Cultura: cinque opere in gesso alluvionate partono per Roma

Siglato un accordo quadro tra il Comune di Forlì e l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino, con particolare attenzione ai beni danneggiati dall’alluvione del maggio 2023.

L’intesa, di durata pluriennale, avvia una collaborazione sul piano scientifico, didattico e formativo con una delle più prestigiose istituzioni del Ministero della Cultura, riconosciuta a livello internazionale per la ricerca, la conservazione e il restauro dei beni culturali.

“Si tratta di un accordo importantissimo – spiega il vicesindaco Vincenzo Bongiorno – con il quale l’Istituto Centrale per il Restauro si impegna a eseguire a proprie spese operazioni di conservazione e restauro del patrimonio culturale del Comune di Forlì, con particolare riferimento ai beni alluvionati, mettendo a disposizione locali, personale qualificato, materiali e strumentazione. È davvero una positiva opportunità per la città, e siamo soddisfatti che si sia concretizzata”. Il vicesindaco ha inoltre ringraziato il dirigente Stefano Benetti, la funzionaria scientifica dei Musei Civici Lorenza Montanari e il personale del Servizio Cultura per il lavoro svolto.

Le prime cinque opere che partiranno per Roma, dove saranno oggetto di restauro durante le lezioni dell’anno accademico in corso, sono state individuate congiuntamente sulla base di criteri legati alla didattica del restauro e alla tipologia del degrado conservativo. Si tratta del Busto di Mecenate, gesso della seconda metà del XIX secolo, calco della scultura romana del celebre consigliere di Augusto; del Busto di Raniero Arsendi, gesso di fine XVIII – inizio XIX secolo, dedicato al giurista forlivese docente all’Università di Bologna; di un Mascherone in gesso di fine XIX – inizio XX secolo; di un Tondo con testa di leone, anch’esso in gesso della stessa epoca; e del Volto di Guidarello Guidarelli, calco in gesso raffigurante il noto cavaliere di ventura al servizio di Cesare Borgia.

Le opere provengono dalla Gipsoteca comunale, che conserva calchi di sculture classiche e medievali, oltre a busti di illustri forlivesi dal Medioevo al Novecento. In origine erano collocate a Palazzo del Merenda, sede degli Istituti Artistici e Culturali cittadini dal 1922, e si trovavano nel deposito di via Asiago, rimasto coinvolto nell’alluvione del 2023.

L’accordo rappresenta un passo significativo nel percorso di recupero dei beni danneggiati e nella valorizzazione del patrimonio artistico forlivese, grazie a una collaborazione che unisce tutela, formazione e ricerca.


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