Follia sul treno Foggia-Bari, studente picchiato da 15 giovani
Marco, uno studente universitario 24enne di Foggia, è stato picchiato con calci e pugni la sera del 28 febbraio da una quindicina di giovani mentre viaggiava a bordo del treno regionale Foggia-Bari. Dopo la denuncia presentata alla Polfer, e con l’acquisizione delle immagini della videosorveglianza, il gruppo sarebbe stato identificato. Si tratterebbe di 14 minorenni e un maggiorenne, quest’ultimo ancora in fase di identificazione. “Ho avuto molta paura”, racconta all’ANSA Marco. Gli aggressori sono saliti a bordo del convoglio all’altezza di Trani. “La cosa che mi ha fatto più male – aggiunge Marco – è l’indifferenza delle tantissime persone presenti in treno e anche sulla banchina a Bisceglie. Nessuno è intervenuto. Solo un cittadino, nel frattempo salito proprio a Bisceglie, mi ha prestato il suo telefono e mi ha permesso di chiamare le forze dell’ordine”.
L’aggressione è stata raccontata sui social, in queste ore, dal papà di Marco, Vincenzo, noto per le sue battaglie in favore dell’ambiente e della legalità. “Da subito rumore, fumo, provocazioni – ricostruisce -. L’aggressione è esplosa con una violenza improvvisa e multipla. Quando il treno è arrivato a Bisceglie, è riuscito, con uno sforzo enorme, ad aprirsi un varco e a scendere. Ma non finisce: lo inseguono sulla banchina e continuano a colpirlo. Solo grazie anche all’intervento di una persona presente riesce a risalire sul convoglio. Ha il volto tumefatto, un dente scheggiato, e addosso quello shock che non è solo paura: è incredulità, è violazione. Chiede di chiamare la polizia. Gli viene risposto che deve farlo lui. Peccato che nel frattempo gli abbiano rubato il cellulare. Per fortuna un viaggiatore salito proprio a Bisceglie gli presta il telefono e riesce a contattare le autorità”.
Marco si è fatto medicare al Policlinico di Bari ricevendo una prognosi di 15 giorni. Quella tratta la percorre per andare all’università ma ora ha paura. “Cercherò di farla solo nelle ore mattutine”, dice. E ai giovani rivolge un appello: “La vita non è un videogioco. Le conseguenze di simili azioni potrebbero rivelarsi gravissime sia per le vittime sia per gli autori”. La sua avvocata, Innocenza Starace, afferma: “È ammirevole il comportamento di Marco che non ha reagito in alcun modo alla violenza. Sono orgogliosa di rappresentare un ragazzo così e la sua famiglia impegnata a favore della legalità”.




