Marche

focus su terrorismo e attentato ai trasporti


PESARO Sabotaggio alla stazione di Pesaro: attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo spuntano come ipotesi di reato su cui lavorare. Tanto che prende corpo la possibilità che l’indagine possa passare di mano ed essere di competenza della Dda, ovvero della Direzione distrettuale antimafia e non della procura ordinaria. Gli investigatori stanno continuando a indagare sull’incendio a un pozzetto all’ingresso nord della stazione di Pesaro in cui erano presenti dei cavi elettrici e a una vicina cabina dedicata alla movimentazione degli scambi.

La manomissione

Le fiamme hanno manomesso l’impianto nella notte e la circolazione è stata rallentata quando non soppressa per buona parte della giornata di sabato lungo la linea adriatica. Stesso copione a Bologna, più o meno in contemporanea: una sincronizzazione troppo sospetta per non far pensare a una matrice comune che spinge gli investigatori a propendere per un atto di natura anarchica antagonista, anche se ufficialmente non c’è stata ancora nessuna rivendicazione. Per il momento è stato aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti e i reati per cui si indaga sono il danneggiamento a seguito di incendio doloso, l’interruzione di pubblico servizio e, soprattutto, l’attentato alla sicurezza dei trasporti.

Scambio di informazioni

Gli inquirenti pesaresi stanno dialogando costantemente coi colleghi bolognesi per scambiarsi informazioni sulle modalità dei sabotaggi vagliando la possibilità di contestare l’aggravante di natura terroristica con l’ipotesi di associazione con finalità di terrorismo.Se così fosse la competenza sarebbe della Dda di Ancona, una struttura specializzata che si occupa non solo di mafia ma anche di terrorismo.

In caso contrario, si procederà con l’ordinario. Il Gruppo Ferrovie dello Stato d’altra parte, commentando i fatti di sabato, ha parlato chiaramente di «azioni di sabotaggio». A Pesaro le fiamme sono divampate alle 5,20 del mattino. Sono subito intervenuti i vigili del fuoco, assieme agli agenti della polizia ferroviaria, Digos e polizia scientifica. Sono state condotte delle analisi dei fumi con dei sensori che avrebbero risposto positivamente alla presenza di benzina.

Nelle stesse ore un incendio a un passaggio scambiatore all’altezza di Castel Maggiore, ha distrutto dei cavi elettrici. Sono stati rinvenuti due ordigni incendiari rudimentali: uno si è attivato, l’altro no. Gli investigatori non escludono che si tratti di un atto dimostrativo mirto alle Olimpiadi di Milano-Cortina, sul modello di quanto era avvenuto in Francia nel 2024 per le Olimpiadi di Parigi. L’obiettivo sarebbe stato quello di bloccare o rallentare la linea Adriatica verso nord.

Un danneggiamento studiato nel dettaglio anche a Pesaro perché in quel punto, all’altezza del ponte ciclopedonale, non ci sono telecamere che possano aver ripreso la scena. Gli inquirenti pensano a persone esperte, che possano aver fatto un sopralluogo nei giorni precedenti e abbiano scelto di agire dopo la giornata inaugurale delle Olimpiadi. Nelle prossime ore Digos, Polfer e Polizia Scientifica consegneranno i primi rapporti alla magistratura.




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