Liguria

Flotilla per Cuba, il genovese José Nivoi a bordo del Granma 2.0 in partenza per l’Avana


Genova. L’hanno ribattezzato Granma 2.0, come lo storico yacht utilizzato il 2 dicembre 1956 da Fidel Castro, Ernesto “Che” Guevara e altri 80 rivoluzionari per sbarcare a Cuba dal Messico, sbarco disastroso  che però diede il via alla rivoluzione cubana.

A bordo del cargo, principale imbarcazione della flotilla del Nuestra America Convoy, ci sono 25 attivisti, di cui un solo italiano, il genovese José Nivoi. “Oggi abbiamo caricato un centinaio di pannelli solari, oltre a quadi 50 tonnellate di merci tra riso avena fagioli e medicinali già stivati. Adesso stiamo stiamo finendo di sistemare le ultime cose e terminando la manutenzione del cargo e tra poco partiamo” spiega l’attivista del Calp Usb che aveva partecipato a settembre alla flotilla per Gaza.

“I cento pannelli solari – spiega Nivoi – sono solo una prima parte di altri in arrivo e sono in questo momento fondamentali per le scuole e le abitazioni in assenza di petrolio. In queste ore abbiamo saputo che sarebbe in arrivo una petroliera russa per i rifornimenti”.

Non è ancora chiaro quando la nave arriverà a destinazione.“Partiamo dal porto messicano di Progreso, a 400 miglia dall’Habana. Non sappiamo ancora quando arriveremo perché dobbiamo capire quante miglia fa il cargo. Ci terremo comunque sempre nelle acque nazionali del Messico e di Cuba senza valicare la linea per evitare l’intervento degli Stati Uniti. La nostra rotta sarà la stessa seguita da Che Guevara con il Granma, per questo abbiamo voluto ribattezzare la nostra nave”. Insieme al Granma, altre tre imbarcazioni più piccole partiranno nelle prossime ore dall’isola messicana di Isla Mujeres con a bordo principalmente attivisti locali.

Oggi intanto in vista della partenza del convoglio via mare a Genova si è tenuta un’iniziativa di solidarietà con Cuba ospitata dal circolo San Bernardo e organizzata da Usb, Calp e associazione Italia Cuba con interventi di alcuni tra le centinaia di attivisti  provenienti da 19 Paesi che sono già arrivati a Cuba nelle scorse settimane con il loro carico di solidarietà umana e materiale.

“Cuba è riuscita a dimostrare che un sistema economico alternativo anche se si trova in estrema difficolta a causa di sanzioni e blocchi ha costruito una società di uguali che garantisce a tutti istruzione e sanità pubblica. Ha aiutato con medici e insegnanti gli alti popoli oppressi e anche i Paesi capitalisti, basti pensare all’epoca del Covid” ha ricordano Stefano De Angelis, del dipartimento nazionale di Usb in collegamento dall’Avana. Il sindacato di base ha lasciato nelle scorse settimane la campagna ‘Un farmaco per Cuba’ con cui sono stati già raccolti 25mila euro di farmaci.




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