Calabria

Fiumi e coste in Calabria, l’equilibrio spezzato: il futuro passa dalla pianificazione

In questa terra si teme da sempre la pioggia quando sgorga da nubi nere e gonfie di rabbia perché ha sempre portato la devastazione. Qui l’acqua, la stessa acqua che esce a fatica dai rubinetti, ha amputato interi territori quando è arrivata sotto forma di fendenti dal cielo. Su questa zolla dell’Italia più meridionale, interi squarci si aprono come ferite lungo i pendii che continuano a perdere la loro stabilità perché l’uomo dimentica in fretta il fragore delle catastrofi. E i centri abitati e le vie di comunicazione hanno sempre avuto uno stretto legame con l’emergenza e la pericolosità. È già successo in passato tante volte ma la storia non ha frenato il consumo del suolo dissennato. La cultura della prevenzione, puntualmente, viene sacrificata sull’altare delle speculazioni mentre tutta la regione galleggia all’interno della zona rossa del rischio idrogeologico e della pericolosità di frana. Qui, ogni paese, ogni città, presenta una porzione variabile di territorio minacciato dalla natura “matrigna”, un pezzo di Calabria che rischia perennemente di piegarsi per il dolore. Come è successo con l’arrivo del ciclone Harry. Uno scenario sul quale si affaccia Gianni Andiloro, il presidente dei geologi calabresi: «La fragilità del territorio calabrese è ormai un dato ampiamente riconosciuto, legato alle peculiari caratteristiche geologiche e morfologiche che lo rendono particolarmente esposto ai fenomeni di dissesto geo-idrologico. Tutti i Comuni della regione risultano infatti interessati da uno o più fattori di rischio, tra frane, alluvioni ed erosione costiera». Le sue osservazioni attraversano, inevitabilmente, la sfera politica: «Nel dibattito sul governo del territorio appare imprescindibile affiancare al tema della pianificazione territoriale quello, altrettanto centrale, del governo delle acque. I cambiamenti climatici in atto stanno modificando in modo significativo la distribuzione spaziale e temporale delle precipitazioni, con un aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi, quali precipitazioni alluvionali e prolungati periodi di siccità».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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