Fischnaller come a Pechino: “Fantastico, non mi fermerò”

Cortina – I muscoli del capitano. Ci ha lavorato tutto l’anno Dominik Fischnaller. Per la Eugenio Monti, studiata nelle minime rughe del ghiaccio, serviva più peso. Così è salito a quota 97 kg, che uniti ai 23 dello slittino fanno 120. Si va giù a 140 km/h: la caduta dei gravi incanalata in un budello trattato con l’ammoniaca, un fulmine nel bosco di Ronco. Bronzo, come a Pechino nel 2022. È sempre stato terzo in tutte le quattro manche e il podio non è mai cambiato: il tedesco Langenhan oro, l’austriaco Müller argento. Dominik da Maranza, frazione di Rio Pusteria — dove divide casa e vita con sua moglie Emily Sweeney, lunedì in gara nel singolo femminile — appuntato dei carabinieri, eguaglia la sua Pechino, bronzo anche allora.
Il record di medaglie dell’Italia
L’Italia degli sport invernali grazie a lui taglia un traguardo mai raggiunto prima in un’Olimpiade, la quarta medaglia nello stesso giorno (alla fine saranno sei). “È stata una stagione non facile: ho dovuto fronteggiare un problema al gomito per gran parte dell’inverno, poi mi sono dedicato anche a diversi test di materiali, anche per quello i risultati non sono stati eccezionali”.
Fischnaller “Non posso ritirarmi ora”
Medaglia complicata, ma avere una pista di casa ha pagato. “So che è stata una conquista difficile, ma è fondamentale per noi. Ci tenevo particolarmente a fare bene. Per me e per il movimento”. Abituati a lunghe trasferte in Germania o in Lettonia, gli azzurri hanno potuto lavorare per mesi sulle forme della Monti, 1.650 metri, 110 metri di dislivello, la prima curva chiamata Stries, streghe, da paura. C’era anche il presidente del Coni Buonfiglio a fare il tifo. Si è quasi lanciato sulla pista, mentre intorno a Fischnaller saltavano i suoi compagni di Nazionale, in un balletto mai visto nell’austero mondo dello slittino, sport di sacerdoti del silenzio. Si guarda il cielo e si prova ad andare a memoria, i piedi spostano impercettibilmente la parte ricurva dei pattini, la spinta fa tanta differenza. Fischnaller è sempre stato lento in fase di avvio, ma la conoscenza della pista ha fatto la differenza. Solo nell’ultima manche un’onda, come si definisce una linea non ideale, ha sporcato una discesa capolavoro. Quattro minuti scarsi di gara e meno di un secondo di distacco dall’oro. “Non ho dormito per la tensione, c’era tutta la mia famiglia, è una medaglia pesantissima. E continuerò. Non posso lasciare proprio ora, con una pista tutta nostra”.
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