Società

Fino a 12 ore al giorno al lavoro: cosa dice la nuova legge argentina?

Con 135 voti favorevoli e 115 contrari La Camera dei Deputati argentina ha approvato la riforma del lavoro promossa dal presidente Javier Milei. Per il governo ultraliberista di Buenos Aires è un passaggio fondamentale che diventerà definitivo con l’approvazione del Senato, probabilmente già la prossima settimana. Molta parte del Paese è però scesa in piazza a protestare. Oltre 70 persone sono rimaste ferite e almeno una decina sono state arrestate nelle proteste durante la seduta della Camera. I sindacati argentini, dopo questa giornata di sciopero, minacciano una protesta a oltranza.

La precedente legislazione sul lavoro risaliva al 1974. Ora la priorità è la produttività. Il Sole 24 ore la riassume così: più flessibilità e meno diritti. Per il governo è una modernizzazione, a gran parte della popolazione appare come una perdita di tutele. La nuova legge ha come pilastro una giornata lavorativa che può arrivare a 12 ore con lo straordinario compensato da riposi successivi o riduzioni di orario attraverso un sistema di banca ore. Viene concesso al datore di lavoro la possibilità di gestire i periodi di riposo in base alle esigenze aziendali. Spiega il Clarin che in caso di accordo tra il dipendente e il datore di lavoro, le ferie possono essere suddivise in periodi di almeno sette giorni e possono essere a rotazione. Il dipendente avrà diritto ad almeno un periodo di ferie durante la stagione estiva, in coincidenza con le vacanze scolastiche, ogni tre anni.

Diventano più lunghi i periodi di prova in molti settori, quindi con minori tutele e stipendi per chi è impiegato in questi. Fra i settori quello dei collaboratori domestici e dei lavoratori dell’agricoltura. Chi lavora nelle piattaforme digitali perde ferie e tredicesima perché viene considerato autonomo. Ci sono deroghe ad alcuni statuti professionali e nasce un un fondo di assistenza al lavoro alternativo alle indennità di licenziamento, che viene finanziato con la sicurezza sociale.

La base di calcolo del TFR viene modificata. Sono esclusi bonus, ferie, premi e altre voci non pagate mensilmente, riducendo l’importo finale rispetto al sistema attuale. Le aziende potranno pagare il TFR ordinato dal tribunale in rate mensili consecutive: fino a 6 rate per le grandi aziende e 12 per le PMI. Per le imprese dovrebbe essere una facilitazione economica.


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