Umbria

Finiti bonus e Pnrr l’edilizia umbra teme una crisi come quella post 2008


di D.B.

Un’Umbria che attraversa una fase di «forte incertezza economica e sociale», con segnali di «stagnazione strutturale» e un «rischio concreto di rallentamento» dopo la stagione degli investimenti finanziati dai bonus edilizi e dal Pnrr. È un’edilizia umbra che teme una «destrutturazione del settore» come quella post crisi del 2008 quella che giovedì, attraverso l’associazione di categoria Ance, ha presentato a Perugia l’edizione 2025 del suo report, intitolata «Guardiamo al futuro». Il documento è stato illustrato alla stampa dal presidente Giacomo Calzoni e dall’analista Alfredo Martini. 

Pil immobile Il quadro che emerge descrive una regione che continua a crescere meno della media nazionale, con un Pil immobile (come sottolineato giorni fa anche da Bankitalia) e un valore aggiunto tra i più bassi del paese. A pesare è anche la dinamica demografica. Negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso più di 41 mila residenti e presenta un indice di vecchiaia molto superiore alla media italiana. Nel 2024 si sono trasferiti all’estero 722 giovani laureati, un dato in forte aumento. Secondo il Report questa tendenza incide sulla vitalità economica e impoverisce il patrimonio di competenze.

Il settore Le costruzioni restano uno dei settori più importanti dell’economia regionale. Negli ultimi anni – ha ricordato l’Ance – incentivi e fondi Pnrr hanno sostenuto investimenti, occupazione e attività d’impresa. Il comparto vale oggi il 12,5 per cento del Pil e il 24 per cento degli addetti dell’industria. Ma la fase espansiva si sta esaurendo. Il report segnala un calo degli investimenti pari al 4,9 per cento nel 2024, con una stima negativa anche per il 2025, e una diminuzione delle ore lavorate. Martini ha ricordato che «negli ultimi anni le costruzioni hanno sostenuto fortemente l’economia umbra», ma ha confermato un rallentamento già evidente. A fronte di un tessuto imprenditoriale più solido, il settore guarda con preoccupazione alla conclusione dei cantieri Pnrr. L’Umbria ha avviato o chiuso il 61 per cento dei progetti previsti, con un livello di spesa al 23,41 per cento rispetto ai finanziamenti disponibili, sotto la media nazionale.

Le infrastrutture Ance sottolinea che il limite principale per lo sviluppo regionale resta la carenza infrastrutturale. Le imprese individuano come prioritarie opere stradali (come il Nodo di Perugia, la E78 e non solo) e ferroviarie ritenute essenziali per migliorare i collegamenti, ridurre i costi logistici, attirare investimenti e sostenere le aree interne. Per l’associazione il completamento delle principali direttrici viarie e il collegamento con la rete dell’Alta velocità non può più essere rinviato. Calzoni ha richiamato anche le criticità legate al patrimonio abitativo, definito «di scarso valore e depresso», un riflesso delle difficoltà industriali e della perdita di popolazione.

Innovazione Nelle analisi trova spazio anche il tema dell’innovazione. Le imprese mostrano interesse verso digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove tecnologie di cantiere, ma i dati camerali segnalano investimenti molto ridotti. Più della metà delle aziende non ha investito nel digitale negli ultimi anni e una larga parte non prevede di farlo nel prossimo periodo. Per Ance questo ritardo frena la competitività e può complicare la partecipazione alle gare pubbliche.

L’appello Alla luce di questo quadro l’associazione lancia un appello a istituzioni, imprese e mondo sociale. Calzoni chiede «una strategia regionale condivisa» e invita a definire una visione chiara che integri sviluppo economico, infrastrutture, rigenerazione urbana e formazione. L’obiettivo è evitare un nuovo arretramento del settore dopo la spinta straordinaria generata dal Pnrr. «Servono scelte coraggiose e tempestive» afferma il presidente, che indica nella collaborazione tra pubblico e privato la condizione necessaria per trasformare il potenziale ancora inespresso della regione.

Tavolo stabile La proposta di Ance è quella di avviare un tavolo stabile che porti alla redazione di un Piano regionale per lo sviluppo sostenibile, fondato sull’uso coordinato delle risorse e sull’individuazione di priorità condivise. Nel pomeriggio l’assemblea annuale dell’associazione ospiterà il convegno pubblico in cui Calzoni presenterà il Report 2025 alle istituzioni e all’intero sistema economico umbro, con l’obiettivo di aprire un confronto su scelte e interventi ritenuti urgenti per evitare che l’Umbria scivoli in una fase di declino e per costruire, come ricorda il titolo del documento, una prospettiva che sappia davvero guardare al futuro.

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