Finisce l’occupazione del rettorato di Balbi 5, gli studenti promettono: “Non molliamo”

Genova. Finisce dopo tre settimane l’occupazione del rettorato di Balbi 5. Gli studenti lo hanno comunicato mercoledì mattina, convocando un’assemblea permanente nell’aula 6 di Balbi 2 tutti martedì alle 20.
“L’occupazione del rettorato ha rappresentato una delle numerose espressioni del risveglio di coscienza collettiva che ha avuto luogo negli ultimi mesi – scrivono gli studenti e le studentesse – A partire dalla partenza delle Flotille, che hanno navigato verso Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese, e dalle mobilitazioni nate a loro sostegno. Queste mobilitazioni hanno dimostrato l’emergente necessità delle persone di prendere posizione a partire dai propri spazi, dalle università, ai quartieri, ai posti di lavoro, sino ai porti. Questo desiderio ha visto una città come Genova, come in tutta Italia, pretendere dalle proprie amministrazioni il riconoscimento del popolo Palestinese, il loro diritto alla resistenza e al ritorno nella propria terra, con la fine dell’occupazione sionista”.
Gli studenti hanno voluto ringraziare “l’enorme sostegno ricevuto da parte della componente universitaria – docenti, studenti, personale ATA, dottorandi e ricercatori – e della componente cittadina la cui partecipazione alle numerose iniziative e mobilitazioni è stata fondamentale”, sottolineando come “l’occupazione è stata una prassi che ci ha permesso di dare un segnale forte e raccogliere attorno a noi i solidali, ma la lotta deve proseguire ed evolversi. Oggi usciamo dall’occupazione per poter aprire il nostro progetto politico a più giovani e studenti possibile. Vogliamo portare una seria riflessione su come l’università, così come le altre istituzioni, rispondano ormai sempre di più a logiche di profitto economico, ben più importanti per la nostra classe dirigente del diritto a studio e salute”.
L’occupazione è finita, dunque, ma le richieste rivolte al rettore Delfino restano le stesse: rescissione totale degli accordi che intercorrono tra UniGe e l’industria bellica, rescissione totale del bando MAECI, “che ci lega a stretto giro con le politiche di apartheid sioniste”, e “sostegno formale e incondizionato al popolo e alla resistenza palestinese”.
“Chiediamo in gestione anche un’aula dell’università dove portare avanti il nostro percorso politico e di mobilitazione, i nostri dibattiti, le nostre iniziative: come un’osservatorio sull’asservimento della nostra università alle aziende belliche ed al suo coinvolgimento nel mondo della guerra”.
Oggi intanto, dopo l’approvazione in consiglio comunale dell’ordine del giorno del centrodestra che esprime solidarietà al rettore, il cui volto è stato ritratto in un mirino su alcuni fogli affissi nel rettorato occupato dagli studenti, Cambiare Rotta si è scagliata contro la sindaca Silvia Salis e la giunta per la decisione di appoggiare il provvedimento.
“la giunta di centrosinistra che ha votato a favore della mozione è la stessa che fino alla scorsa settimana si pavoneggiava tra i cortei cittadini in sostegno alla Flotilla – ha scritto il collettivo – facendo la sua passerella, come se non sapessimo che è esattamente sulla stessa lunghezza d’onda della destra comunale e del governo, estremamente repressivo e che è direttamente complice del genocidio e delle politiche di riarmo contro cui le mobilitazioni si schierano”.




