Sardegna

Finanziaria 2026 approvata in extremis, ma il centrodestra lascia l’Aula – Cagliaripad.it

Approvazione in extremis per la legge di Stabilità 2026-2027 della Regione Sardegna, una Manovra da circa 11,6 miliardi di euro varata questa mattina dal Consiglio regionale per scongiurare il ricorso al secondo mese di esercizio provvisorio. Il via libera è arrivato però in un clima di forte tensione politica, con la sola maggioranza presente in Aula dopo l’uscita delle forze di centrodestra.

Se nella serata di ieri e nelle prime ore della notte i lavori avevano registrato un’accelerazione grazie a un’intesa tra gli schieramenti, l’accordo è saltato questa mattina durante la discussione dell’articolo 5, dedicato alle politiche del lavoro. Al centro della polemica, l’assenza in Aula dell’assessora al Lavoro Desirè Manca, impegnata a Oristano in un incontro con le organizzazioni sindacali già programmato.

Una circostanza che ha innescato la dura protesta delle opposizioni. In particolare, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e il consigliere regionale di Forza Italia Gianni Chessa hanno stigmatizzato con forza la mancata presenza dell’assessora in uno dei passaggi più delicati della Manovra. Truzzu ha parlato di “una gravissima mancanza di rispetto per tutti i consiglieri regionali che rappresentano gli elettori e il popolo sardo, ed è anche una mancanza di rispetto nei suoi confronti, presidente Todde”, rivolgendosi direttamente alla governatrice presente in Aula. La richiesta di aggiornare la seduta a lunedì, avanzata dal centrodestra, non è stata accolta.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha quindi deciso di procedere comunque alla votazione, determinando l’uscita dall’Aula di tutti i consiglieri di opposizione. La Manovra finanziaria, insieme al disegno di legge 158 S e al Bilancio di previsione 159, è così passata con i 30 voti favorevoli della sola maggioranza di centrosinistra. L’assessora Manca è poi arrivata in Consiglio pochi minuti prima della conclusione dell’iter.

Una chiusura convulsa che lascia in eredità un forte strappo politico e un clima di tensione destinato a riflettersi anche nei prossimi passaggi consiliari.

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