Finale canonico? No, grazie! Il bivio di Clair Obscur e il suo mistero irrisolto
Chi ha completato il gioco lo sa bene, l’ultima parte di Clair Obscur mette davanti a un bivio con due finali possibili capaci di cambiare il sapore dell’intera avventura.
Una situazione che, solitamente, apre subito la alla grande domanda: “ma qual è il finale vero?” e soprattutto: “come si fa a costruire un eventuale sequel senza scegliere una strada?“.
A spegnere sul nascere l’ansia di canonizzazione ci ha pensato Jennifer Svedberg-Yen, la sceneggiatrice del kolossal Sandfall Interactive, intervenuta ai microfoni di IGN. La sceneggiatrice è stata netta, lo studio non intende decretare un epilogo ufficiale: “Non ne sceglieremo uno. Mai dire mai, ma non esiste un finale canonico“, ha spiegato, lasciando intendere che l’ambiguità non è un incidente ma una scelta ben precisa.
Il punto è proprio questo. Infatti, i due finali non sono progettati per chiudere tutto in modo ordinato ma offrono sfumature diverse, una soddisfazione emotiva reale ed evitano apposta di mettere un sigillo definitivo sulla storia. Insomma, non cercano di dirti cosa pensare poiché ti costringono a farlo.
Ma non finisce qui, perché Svedberg-Yen ha aggiunto un dettaglio interessante sul backstage: “Non abbiamo mai nemmeno preso in considerazione un vero e proprio lieto fine“. Esiste solo un epilogo più incoraggiante rispetto all’altro. Il motivo? Dal punto di vista narrativo erano entrambi pienamente validi.
Il rovescio della medaglia? Se Sandfall deciderà di tornare su questo universo con un secondo capitolo o altro la questione di come gestire quel bivio resterà un rebus affascinante. Ma se l’obiettivo era far parlare i giocatori e alimentare interpretazioni diverse, la missione è più che compiuta.
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