Fienile e casali tornano al parco
La Regina Viarum si prepara a una trasformazione storica. Dopo anni di frammentazione e abusi, il tratto urbano dell’Appia Antica entra finalmente in una fase di rinascita.
Sotto la regia dell’Assessorato all’Ambiente e con la direzione tecnica di Alma Rossi, il Campidoglio ha messo sul tavolo un piano da 5,6 milioni di euro, con tre linee d’azione pensate per ridare dignità e accessibilità a uno dei luoghi simbolo della città.
Fienile e casali: la storia torna protagonista
Al centro del progetto ci sono gli immobili storici espropriati: l’ex Fienile e i casali circostanti. Il primo passo sarà la messa in sicurezza del Casale dell’Appia Antica e la riqualificazione di un sentiero lungo il fiume Almone, pensato come “porta d’accesso” al parco urbano.
Il piano prevede poi la demolizione di un borghetto abusivo che da anni deturpa il paesaggio, liberando la visuale sul fiume e restituendo respiro all’area. Infine, l’ex Fienile sarà trasformato in un polo culturale dedicato alla tutela del paesaggio fluviale, con spazi espositivi e percorsi di educazione ambientale.

Almone, dal degrado alla connessione ambientale
Il fiume Almone, troppo spesso soffocato dai rifiuti e dai ponticelli impraticabili, cambierà volto. Gli interventi prevedono la bonifica degli argini e la pulizia costante dei detriti, trasformando le sponde in percorsi fruibili, sicuri e collegati al resto del parco.
L’obiettivo è restituire al corso d’acqua la sua funzione di corridoio naturale e non più di barriera degradata.
Mobilità dolce e accessibilità
Il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, ha sottolineato l’importanza della raggiungibilità:“Il parco dell’Appia Antica, finalmente, sta attraversando una stagione d’importanti investimenti – ha commentato il presidente- il tavolo è quindi particolarmente utile nel coordinare, attraverso il lavoro di Alma Rossi, tutti gli interventi che si vogliono realizzare, dall’Almone al fienile, o che si stanno realizzando com’è nel caso della Vaccareccia. Diventa utile -ha aggiunto il minisindaco – anche per affrontare il discorso della mobilità e quindi per potenziare il trasporto pubblico, in modo da portare più romani possibile sull’Appia Antica, rinunciando all’automobile ”.
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