Calabria

Fiammetta Borsellino a Rende: «Su mio padre verità non dette»

eri mattina il teatro auditorium dell’Università della Calabria ha ospitato la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso letterario “Chiamami Paolo”, nato per ricordare la figura di Paolo Borsellino. Introdotto dal giornalista Arcangelo Badolati, l’incontro ha ripercorso la storia della strage di via D’Amelio, del 19 luglio 1992, nella quale persero la vita Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Hanno partecipato Linda Cribari, sindaca di San Fili, Franca Ferrami, referente del presidio “Sergio Cosmai” di Libera Cosenza, e Alessio Cassano, presidente dell’associazione antiracket “Lucio Ferrami”.
Tutti hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime di mafia e di trasmettere ai giovani i valori della legalità e della giustizia. Ospite d’onore è stata Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato, che ha condiviso con gli studenti un racconto intimo e lucido: «Ho 52 anni, – ha esordito – la stessa età che aveva mio padre il 19 luglio del 1992. Io ne avevo 19 allora, non ero a Palermo, ero in Indonesia, perché avevo appena finito i primi esami dell’università. E sognavo un’estate spensierata».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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