Festival delle Radici umbre, prima edizione con 2mila presenze
di Gabriele Beccari
Una prima edizione «di grande successo» per il Festival delle Radici. Oltre 2.000 partecipanti, 30 eventi in tre mesi, tra otto comuni del perugino, legati dal filo conduttore della memoria storica, alla riscoperta delle proprie origini attraverso il turismo lento. E ora le Radici umbre sbarcano alla fiera internazionale Vinitaly.
La prima edizione del Festival delle Radici, finanziato dal Fondo unico nazionale per il turismo, ha coinvolto la comunità umbra in un viaggio alla «riscoperta delle tradizioni e della storia dei nostri antenati e delle nostre comunità». L’associazione Radici umbre, che organizza l’evento, «ha interagito con il territorio perugino ed umbro riuscendo a sensibilizzarlo sul tema del turismo delle radici, valorizzando percorsi e attività diventate protagoniste di viaggi nella memoria e preparandosi così ad accogliere gli umbro-discendenti che tornano nelle loro città di origine per riscoprire le proprie tradizioni».
La kermesse si prepara ora a portare il tema della riscoperta culturale a Vinitaly alla Fiera di Verona, tra il 6 e il 9 aprile, con l’incontro di lunedì 7 dal titolo “Turismo delle radici – Storie di viaggiatori italo-discendenti”, con esperti del settore «in cui verrà approfondito il tema del turismo delle radici e la riscoperta delle tradizioni e delle nostre origini».


L’associazione ‘Radici umbre’ è impegnata nel progetto Italea, all’interno del Pnrr e finanziato dal programma NextGenerationEU, che mira a coinvolgere gli 80 milioni di italiani, italo-discendenti e oriundi di seconda e terza generazione all’estero. L’iniziativa promuove un modello di turismo sostenibile, favorendo la riscoperta delle tradizioni e sostenendo la crescita economica delle piccole comunità umbre, principali destinatarie di questi viaggi di ritorno alle origini.
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