Molise

Festival della Fotografia Nomade: inaugurata la V edizione di torna Molichrom | isNews

Tema centrale di quest’anno è la violenza di genere, indagata come fenomeno sistemico che attraversa tanto i contesti di guerra quanto la quotidianità sociale


CAMPOBASSO. Da oggi al 30 aprile torna Molichrom – Festival della Fotografia Nomade, giunto alla sua quinta edizione e diretto da Eolo Perfido, che negli anni ha trasformato il Molise in un punto di riferimento per la riflessione sulle trasformazioni contemporanee attraverso la fotografia. Tema centrale di quest’anno è la violenza di genere, indagata come fenomeno sistemico che attraversa tanto i contesti di guerra quanto la quotidianità sociale. Cuore del festival è la mostra I corpi delle donne come campi di battaglia della fotogiornalista Cinzia Canneri, premiata al World Press Photo 2025, che documenta le esperienze di donne eritree e tigrine in fuga da conflitti e repressioni, evidenziando il corpo femminile come luogo di violenza ma anche di resilienza.

Accanto allo sguardo internazionale, il festival propone una riflessione radicata nel territorio con il progetto collettivo Ciò che resta invisibile, realizzato con associazioni locali e centri antiviolenza, che esplora le forme quotidiane e spesso nascoste della violenza di genere nel contesto molisano. Il programma include incontri, proiezioni e workshop su temi che spaziano dalla geopolitica alla rappresentazione mediatica, fino al rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale. Non manca MolichromLAB, spazio dedicato ai fotografi emergenti locali.

Molichrom si conferma così come una piattaforma culturale capace di intrecciare dimensione locale e scenari globali, utilizzando la fotografia come strumento critico per rendere visibili le disuguaglianze e promuovere una maggiore consapevolezza collettiva.

“La V Edizione di Molichrom – dichiara il direttore artistico Eolo Perfido – affronta il tema della violenza di genere come fenomeno sistemico che attraversa non solo i teatri di guerra ma anche contesti sociali e culturali apparentemente distanti. Se i conflitti generano masse in movimento, essi producono altresì modalità di dominio che incidono profondamente sui corpi, trasformandoli in luoghi simbolici e materiali di conflitto e resistenza. Ideato insieme all’associazione Tèkne – continua Perfido  – da sempre attiva nella promozione culturale del territorio, il Festival ha costruito nel tempo una piattaforma capace di connettere dimensione locale e scenari internazionali, facendo del nomadismo non un semplice tema, ma una chiave interpretativa del nostro tempo. Se nelle edizioni precedenti il Festival ha osservato il nomadismo come fenomeno di migrazione, esilio o attraversamento culturale, nel 2026 Molichrom indaga un nomadismo più profondo, che coinvolge la trasformazione dei corpi e delle identità in situazioni di conflitto e disuguaglianza. In un’epoca in cui le immagini circolano con velocità senza precedenti e le rappresentazioni rischiano di perdere spessore critico, il Festival riafferma l’urgenza di uno sguardo consapevole, capace di connettere fenomeni globali e responsabilità locali. Molichrom si conferma così come uno spazio di ricerca e dialogo, dove la fotografia diventa strumento di comprensione delle dinamiche contemporanee e di costruzione di nuove forme di consapevolezza collettiva”.


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