Puglia

“Festa pagata dall’imprenditore”, Cassazione annulla condanna

Annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Bari la condanna dell’ex direttore generale dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano a un anno (pena sospesa) per corruzione impropria. A deciderlo i giudici della Corte di Cassazione ai quali Grandaliano, assistito dall’avvocato Guglielmo Starace, aveva fatto ricorso dopo la pronuncia di secondo grado che aveva confermato quella di primo (un anno di reclusione) ma sospendendo la pena. Per i giudici romani, ci sarebbero vizi nella motivazione per la qualificazione giuridica del fatto come delitto di corruzione per l’esercizio della funzione. La vicenda nasce nel pomeriggio del 1° agosto 2017 quando Grandaliano aveva incontrato, presso la sede dell’AGER, l’imprenditore Rocco Lombardi e Pietro Piemontese, responsabile del settore appalti della società ER.CAV. s.r.I. Durante quell’incontro Grandaliano aveva parlato della sua imminente festa di compleanno, sollecitando Rocco Lombardi ad interessarsene, e aveva poi riferito loro l’adozione a stretto giro della  delibera straordinaria di stanziamento di fondi per la raccolta dei rifiuti urbani.

Il contenuto dell’incontro era stato ricostruito in una successiva conversazione tra Pietro Piemontese con Michele Palazzo, ex assessore comunale di Mola: “Diciamo che qualcosa sta camminando  – aveva detto – Grazie a un po’ di gente che ci vuole bene. Vediamo in questi giorni che succede”. La conversazione era stata ricondotta agli interessi lavorativi del Piemontese e interpretata nel senso della concreta possibilità di nuove attività di lavoro da svolgersi nell’immediato futuro. Terminato l’incontro, Lombardi aveva incontrato prima suo cugino omonimo e amministratore della ER.CAV. s.r.I., e a stretto giro, era andato al ristorante ‘Wonder Beach’ dove si sarebbe svolta, la sera del 6 agosto, la cena per la festa del compleanno di Grandaliano per parlare con il titolare, Nicola De Tullio. Quest’ultimo ha riferito agli inquirenti, mostrando le ricevute fiscali, che la festa di Grandaliano era stata pagata da ER.CAV. s.r.l per un totale di 2.700 euro. Per i giudici della Cassazione, tuttavia, non sarebbe chiaro quale atto contrario ai suoi doveri di ufficio Grandaliano avrebbe commesso, e per questo hanno annullato la condanna.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »