Economia

Ferretti, Ferrari consegna le azioni in Opa ma punta a restare in cda

Una partecipazione finanziaria e come tale si è deciso di gestirla. Piero Ferrari, a valle dell’innalzamento dell’offerta di Kkcg Maritime su Ferretti da 3,5 a 3,9 euro per azione, ha scelto di aderire all’Opa. Lo ha fatto perché valuta positivamente la proposta e la ritiene in coerenza con la natura della propria partecipazione in Ferretti da sempre connotata da un profilo prevalentemente finanziario. Non a caso, non è la prima volta che tale quota viene valorizzata. L’ingresso nel capitale della società di Yacht di lusso risale infatti ad aprile 2016 quando attraverso la holding F Investments aveva rilevato tramite aumento di capitale una quota del 13,2%. Ora viene messo sul piatto l’intero 4,6% ancora posseduto.

Diverso e ben più radicato è invece il legame con Ferretti Group sul piano industriale e strategico, antecedente all’ingresso dell’Ingegnere nel capitale della società . In particolare, è il 2013 quando Ferretti annuncia l’ingresso di Ferrari all’interno del nuovo Team Strategico di Prodotto. In quell’occasione la nomina, ufficializzata nel corso del China International Boat Show 2013 di Shanghai, viene illustrata come un tassello chiave di un più ampio progetto di rafforzamento manageriale «finalizzato ad un sempre più intenso sviluppo a livello internazionale, in un momento caratterizzato dalla necessità di affrontare sfide sempre più complesse in termini di presenza globale e di crescita sostenibile». La costituzione del nuovo Team Strategico di Prodotto ha avuto fin da subito l’obiettivo di analizzare i principali trend di mercato al fine di poter definire al meglio le strategie. Da oltre dodici anni, quindi, Ferrari contribuisce attivamente alla crescita di Ferretti attraverso la guida del comitato che ne ha definito le linee di sviluppo, un impegno che, a quanto si apprende, conta di poter proseguire in futuro. Anche eventualmente in qualità di consigliere di amministrazione.

Una partita, quest’ultima, che con l’uscita dal capitale è evidentemente ancora tutta da giocare. Tanto più considerato che entro il 17 aprile andrà indicata la lista per il rinnovo del consiglio e per la carica di ceo e che l’assemblea dei soci è in calendario per il 14 maggio. Tanto più considerato che la situazione di scontro all’interno della compagine societaria e del board è tutt’altro che sopita. Alla luce anche dell’ennesimo no del cda a Kkcg e alla sua offerta ancora più rotonda. Cruciale, in questo senso, è capire quale assetto si prospetta a valle della decisione di Ferrari di consegnare il proprio pacchetto al gruppo ceco di Karel Komarek. Realtà che può contare su un 14,5% di Ferretti e che punta a portarsi immediatamente a ridosso del 30%. Al momento, le adesioni all’offerta sono decisamente basse, siamo attorno allo 0,7%. Bisogna ricordare, tuttavia, che di norma chi decide di consegnare le deposita gli ultimi giorni, il termine al momento è stato fissato per il 13 aprile. Non va poi sottovalutato il contesto globale e il rialzo del prezzo dell’offerta avvenuto solo pochi giorni fa. Non a caso Equita, proprio in scia alla revisione del corrispettivo, ha recentemente consigliato di aderire e lo ha fatto per due ragioni principalmente: i 3,9 euro che rappresentano «un’opportunità economica interessante» e il rischio del contesto esterno in aumento. Due motivi che potrebbero spingere i soci a rivedere le proprie valutazioni. Allo stato, in ogni caso, Kkcg ha poco meno del 20%. Contro il 39,25% su cui possono contare invece i cinesi di WeiChai, che proprio nelle ultime settimane hanno arrotondato la partecipazione per frenare le ambizioni di Komarek.


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