Ferrari batte le stime e corre a Piazza Affari
Ferrari archivia il 2025 battendo le attese degli analisti, anche per quanto riguarda la guidance, dando un colpo di acceleratore al titolo, in recupero rispetto ai minimi degli ultimi mesi. Nel’ultimo anno il gruppo di Maranello è riuscito a generare un utile netto di 1,6 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2025, con un utile netto per azione (eps) di 8,97 euro (+6%). I ricavi sono saliti del 7% a 7,146 miliardi di euro, a fronte di consegne di auto in leggero calo, a quota 13.640 unità (112 in meno rispetto al 2024). Le consegne «sono state mantenute di proposito sostanzialmente stabili – spiega l’azienda – per agevolare il significativo cambio di modelli, che proseguirà anche nel 2026: nel 2025 la gamma prodotto è stata ulteriormente arricchita dal lancio di 6 nuovi modelli – 296 Speciale, 296 Speciale A, Amalfi, 849 Testarossa, 849 Testarossa Spider e la prima fase di presentazione della Ferrari Luce – che influiranno sulle consegne nel 2026 e oltre».
Nell’ultimo trimestre, in particolare, i ricavi sono stati di 1,8 miliardi (+4%), al di sopra delle aspettative degli analisti, con consegne in linea con il trend annuale (3.152 veicoli, 173 unità in meno rispetto alla quarta frazione del 2024). Tornando ai 12 mesi, l’Ebitda è stato di 2,772 miliardi di euro, in crescita dell’8% su anno e un margine al 38,8% (dal 38,3% di un anno prima). L’Ebit è salito del 12% a 2,11 miliardi di euro, con margine al 29,5% (dal 28,3%). Il flusso di cassa industriale è stato pari a 1,538 miliardi, il 50% in più rispetto al dato dell’anno precedente. Andando a vedere nel dettaglio i ricavi, quelli da automobili e parti di ricambio sono stati pari a 6,005 miliardi (+5% e +6% a cambi costanti), quelli da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio sono stati di 820 milioni (+22% e +23% a cambi costanti), principalmente per il contributo delle sponsorizzazioni e delle attività lifestyle, nonché per l’incremento dei proventi commerciali legati al migliore posizionamento nel campionato di Formula 1 dell’anno precedente, mentre gli altri ricavi sono stati di 321 milioni. L’indebitamento industriale netto al 31 dicembre 2025 si è ulteriormente ridotto, attestandosi a 32 milioni, includendo anche una remunerazione complessiva agli azionisti tramite riacquisti di azioni proprie e dividendi, pari a oltre 1,3 miliardi di euro.
Positiva, come detto, la reazione del mercato, soprattutto in relazione alla guidance: Ferrari prevede ricavi per 7,5 miliardi di euro, con un utile diluito per azione pari o superiore a 9,45 euro. L’Ebitda è atteso a 2,93 miliardi di euro, con margine al 39%. Per quanto riguarda l’Ebit, Ferrari stima che a fine 2026 sarà pari a 2,22 miliardi di euro, con margine al 29,5%. Il free cash flow da attività industriali è atteso in linea con quello del 2025, pari o superiore a 1,5 miliardi di euro.
L’amministratore delegato, Pier Luigi Vigna, ha sottolineato come la performance finanziaria sia stata «sostenuta dal mix di prodotto, dalle personalizzazioni e dalle sponsorizzazioni. La domanda di Ferrari – ha aggiunto – continua a essere molto solida ed è gestita con rigore in ogni mercato, riflettendo il nostro modello di esclusività: il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027».
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