Marche

Fermo e gli eventi nelle piazze, caos sulla circolare della Soprintendenza. Pasticcio Anci, 24 sindaci in rivolta e poi la revoca ufficiale

FERMO – Se fosse ancora vivo Kafka probabilmente ci avrebbe scritto uno dei suoi celebri racconti. Quelli in cui la realtà diventa paradossale, assurda, e in cui ci si sente impotenti davanti a una burocrazia alienante. Stiamo parlando del caso che vede protagonisti la Soprintendenza Marche Sud, l’Anci, il Ministero della Cultura e i Comuni delle province di Fermo, Ascoli e Macerata.

Il tema: lo svolgimento degli eventi nei centri storici e una vecchia legge, il Codice dei beni culturali del 2004 che si sarebbe voluta applicare in barba al buon senso e a che ha portato il presidente dell’Anci Marche Marco Fioravanti a commettere un vero e proprio pasticcio. E, soprattutto, a una quasi rivolta dei sindaci. Piccolo spoiler: almeno per stavolta il buon senso sembra aver prevalso.

 

La circolare

Tutto è iniziato lunedì quando il soprintendente Giovanni Issini ha inviato una circolare a tutti i Comuni dicendo che da lì in avanti per ogni evento o manifestazione organizzati in vie o piazze con più di 70 anni di storia (in pratica ogni centro storico) si sarebbe dovuta chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza. Apriti cielo. I sindaci, increduli, hanno iniziato a tempestare le chat. E a chiedere lumi ai vari politici di riferimento. Immaginate la mole di burocrazia necessaria per mettere su anche una semplice sagra. Mercoledì del caso si sono interessati il consigliere regionale di FdI Andrea Putzu e la parlamentare Giorgia Latini della Lega. Il pressing congiunto sul ministero guidato da Alessandro Giuli sembrava aver dissipato ogni dubbio: circolare revocata, con tanto di rassicurazioni arrivate dal ministero e i comunicati soddisfatti dei due esponenti del centrodestra. Finita qui? Eh no. Perché giovedì il presidente all’Anci Marche Fioravanti (FdI), apparentemente ignaro delle rassicurazioni date dal ministro ai suoi colleghi Putzu e Latini, ha inviato una lettera su carta intestata Anci a tutti i sindaci delle tre province.

L’Anci

«Sono lieto di condividere con voi l’importante riscontro appena ricevuto dalla Soprintendenza – era scritto nella comunicazione – L’autorizzazione è necessaria esclusivamente per l’uso di spazi pubblici di “rilevante carattere monumentale storico”, come ad esempio le piazze principali o i parchi storici». Forse voleva essere una buona notizia per i primi cittadini, come a dire: non vi preoccupate non saranno coinvolti tutti i centri storici. Invece è stato il caos. E infatti 24 sindaci del Fermano hanno preso carta e penna e inviato una nota, tra l’allibito e l’incredulo. «Ci sono giunte rassicurazioni dall’onorevole Giorgia Latini e dal consigliere regionale Andrea Putzu, che ringraziamo, sul ritiro della nota della Soprintendenza – hanno scritto – Ulteriori chiarimenti sono giunti poi dal presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti. Ad oggi non è chiaro se la nota rimanga nel suo complesso valida oppure no». Tradotto: ma che sta succedendo? Erano buone le rassicurazioni di Latini e Putzu o vale la lettera di Fioravanti? Il finale in crescendo, in stile kafkiano appunto. Ieri prima un’ulteriore comunicazione dell’Anci Marche in cui si chiedeva al soprintendente di revocare la circolare. Poi l’effettiva revoca comunicata da Issini ai Comuni: «Rilevata l’esigenza di un approfondimento condiviso sulle modalità applicative delle disposizioni normative, il soprintendente revoca la circolare». Infine la nota di Fioravanti, come se nulla fosse, che annuncia la revoca e ringrazia «il soprintendente, ma anche l’onorevole Giorgia Latini, il consigliere regionale Andrea Putzu e tutti i sindaci che avevano manifestato criticità sul tema». Che altro aggiungere.




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