Lazio

fermati 91 anarchici, scattano i fogli di via

Il silenzio sospeso della domenica ecologica è durato poco. Nel quadrante dell’Appio Claudio, a rompere la quiete sono stati i motori dei blindati e il passo cadenzato dei cavalli, mentre il Parco degli Acquedotti si trasformava in poche ore in un’area blindata.

Un dispositivo imponente, messo in campo per evitare che un raduno anarchico vietato potesse degenerare in tensioni nel cuore della Capitale.

Il punto di ritrovo era stato fissato in via Lemonia, dove già dalla tarda mattinata hanno iniziato a convergere piccoli gruppi provenienti da diverse città italiane.

L’invito, rilanciato sui circuiti dell’area antagonista, era chiaro: tornare davanti al casale diventato simbolo tragico della morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, deceduti nelle scorse settimane mentre maneggiavano un ordigno artigianale.

Un appuntamento che la Questura aveva già classificato come ad alto rischio per l’ordine pubblico.

All’arrivo dei manifestanti, le forze dell’ordine hanno chiuso rapidamente ogni accesso sensibile al parco. A fronteggiarsi, tra i pini e le arcate degli acquedotti, 91 persone e un massiccio schieramento composto da agenti della Celere e militari, con il supporto dei Carabinieri a cavallo.

La situazione si è fatta tesa quando diversi presenti, alcuni con il volto coperto, hanno rifiutato di esibire i documenti.

A quel punto è scattata l’operazione di polizia: tutti i 91 partecipanti sono stati accompagnati negli uffici per le procedure di identificazione. Una misura decisa dalla Questura, in raccordo con la magistratura, nei confronti di soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi.

Per alcuni, soprattutto non residenti, è stato disposto anche il foglio di via obbligatorio, con l’obiettivo di impedire ulteriori concentrazioni nel corso della giornata.

Nonostante il rapido intervento delle forze dell’ordine, il gruppo è riuscito comunque a dare vita a un breve momento simbolico.

Tra le rovine del parco sono risuonati cori e slogan, mentre fiori rossi e neri – colori legati alla tradizione anarchica – sono stati deposti in memoria dei due militanti scomparsi. Un gesto rapido, interrotto dal dispositivo di sicurezza che ha progressivamente disperso i presenti.

Quello andato in scena all’Appio Claudio è solo l’ultimo tassello di un fine settimana segnato da tensioni.

Già nelle ore precedenti, durante il corteo “No Kings”, una componente anarchica aveva fatto capolino in piazza dell’Esquilino, esprimendo solidarietà a Alfredo Cospito e collegando la protesta alle vicende del Parco degli Acquedotti.

E mentre i 91 fermati vengono rilasciati a scaglioni dopo le identificazioni, l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta.

Un nuovo appuntamento, infatti, era stato annunciato per il pomeriggio al Parco Modesto di Veglia, nel quartiere Quarticciolo, segnale che la mobilitazione potrebbe non essersi ancora esaurita.

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