Femminicidio di Vincenza Angrisano, condannato all’ergastolo il marito
È l’ergastolo la condanna inflitta a Luigi Leonetti, 53 anni, riconosciuto colpevole dell’omicidio della moglie Vincenza Angrisano, uccisa con tre coltellate la sera del 28 novembre 2023 nella loro abitazione alla periferia di Andria. La sentenza, pronunciata dalla Corte d’Assise di Trani presieduta dal giudice Francesco Zecchillo, arriva al termine di un processo che ha ricostruito con rigore i contorni di una tragedia familiare consumata in un clima di tensione e violenza.
Quella sera, nell’appartamento a tre chilometri dal centro cittadino, erano presenti anche i due figli della coppia, di sei e undici anni. L’uomo, subito dopo il fatto, chiamò i soccorsi ammettendo di aver colpito a morte la moglie. Ma non fu un gesto d’impeto, secondo i giudici: la Corte ha ritenuto sussistenti le aggravanti della premeditazione e del legame coniugale, rigettando così la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Savino Arbore, che aveva insistito su una ricostruzione dominata da un impeto improvviso, frutto del crollo emotivo seguito alla crisi matrimoniale e alla scoperta di una relazione extraconiugale della vittima.
A pesare sulla decisione dei giudici, anche gli elementi raccolti durante le indagini coordinate dalla Procura: pochi giorni prima dell’omicidio, Vincenza — detta Enza — aveva raccontato via WhatsApp a un’amica di essere stata picchiata dal marito ed era ricorsa alle cure in ospedale. Un segnale di allarme che, come spesso accade nei casi di violenza domestica, non si tradusse in una denuncia formale. Secondo quanto emerso, l’aggressione mortale avvenne nel bagno di casa: tre fendenti, inferti con violenza, che non le lasciarono scampo. Enza Angrisano, 42 anni, morì poco dopo a causa delle gravi ferite. La sentenza ha inoltre disposto per Leonetti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la decadenza della potestà genitoriale.
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