Federazione e Napoli, riaprire le porte ai giovani

Sono giorni di ansia per due finissime volpi di pelo grigio nel calcio italiano. Si conoscono, non si amano, pagano lo stesso errore. Hanno fatto poco per i giovani. Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio rieletto con il 98,68 % dei voti, nel rispetto delle norme comunitarie non ha fatto nulla per garantire spazi in serie A ai giovani italiani. Se ci sono non giocano. Il 67% di stranieri fa ricchi i peggiori mercanti. In Spagna sono il 37%. Caso limite nel Lecce, solo tre italiani, tutti portieri. Peggio il Torino con calciatori di 19 paesi.
Ne soffre la Nazionale, domani sera deve investire tutto il suo coraggio Gennaro Gattuso per evitare la terza esclusione dai Mondiali, dopo averne vinti 4. Aurelio De Laurentiis, imprenditore geniale che pure lotta per il quinto scudetto, avverte l’urgenza di riequilibrare una squadra anziana con soli 13 italiani su 29, il 45%. Appena un elemento di talento e futuro, Antonio Vergara da Frattaminore, fuori uso anche per il Club Italia.
Fa discutere in queste ore il caso Lukaku. Conte ne ha preteso l’acquisto prima all’Inter nel 2020, poi al Napoli nel 2024. Il Chelsea impose la vendita per 32 milioni in 5 rate. Ingaggio di oltre 7 netti. Dopo i 14 gol per lo scudetto, il gigante buono di Anversa è sparito. Spera di guarire in Belgio per i Mondiali, non hanno colpa i medici. De Bruyne al contrario accettò di essere operato. Un solo gol quest’anno, 15 in tutto, 33 anni in maggio. De Laurentiis pensa sia stato un affare? Perché tradisce la linea aziendale che portò a Napoli giovani di valore, con basso ingaggio e alte plusvalenze? Da Hamsik a Lavezzi, da Cavani a Jorginho, da Kvara a Osimhen?
È stata già trasferita a Giovanni Manna la conduzione del mercato. Significativo l’arrivo di Allison Santos e Giovani, più saggio ripristinare un vero settore giovanile. Parlarne non basta. Ferlaino ne realizzò uno di lusso con Mariolino Corso, un artista. E grandi maestri, D’Alessio, De Lella, Rivellino, Montefusco, altri. Sei giocatori gratis per vincere i primi due scudetti con Diego. Il nolano Paolo Fino, dirigente, contava a Viareggio con il Napoli più di tutti i sindaci della Versilia. Si intravede qualche assenza. Quella di Andrea Chiavelli, eminenza grigia negli anni della avarizia costruttiva. Giovanni Manna, specialista nel rendere fertili i vivai, è impegnato solo per azionare le porte girevoli della prima squadra. Un valore sprecato, come i 300 milioni e i 25 acquisti nel biennio. In una Campania che regala i migliori ragazzi agli altri club. Basterebbero campi e navette. Uno dei tre stabiesi Esposito, Pio, lotta per lo scudetto e domani sera può finalmente riportare l’Italia ai Mondiali. Gravina e De Laurentiis, sono ancora in tempo per cambiare?
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