Fede il candidato che spacca meno. Scintille sugli ex dell’amministrazione Spazzafumo

SAN BENEDETTO Ormai è scontro tra i partiti del campo largo e il Pd. Nell’ultima riunione, lunedì scorso, le scintille sono state innescate dalla spaccatura all’interno dei Dem e alla loro intenzione di aprire agli ex di Spazzafumo, aspetti che starebbero minando l’intera coalizione. Il tutto mentre il tempo stringe e molto probabilmente il Pd, nel fine settimana, ribadirà la sua indicazione su Giorgio Fede, salvo colpi di scena dell’ultima ora.
La proposta
Un allargamento agli ex di Spazzafumo, quello proposto dal Pd, che starebbe stretto agli altri alleati quali Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento Cinquestelle, Rifondazione, Dipende da noi, Progetto Marche Vive e Psi. Volontà dei democrat, attuare quanto indicato dal segretario di Federazione Francesco Ameli e allargare a Centro civico popolare e agli esponenti dell’ex giunta comunale quali Tonino Capriotti e Andrea Sanguigni. Proposta di fronte alla quale si sarebbero levati gli scudi. «Perché prenderci in casa – affermano gli alleati – persone come Eldo Fanini che fino a ieri rappresentavano l’asse portante dell’amministrazione di Spazzafumo, o Sanguigni che ancora sarebbe al suo fianco se non fossero caduti, così Tonino Capriotti che a oggi ringrazia ancora per le opere svolte dalla precedente giunta? Passi per Lina Lazzari, ma gli altri non avrebbero senso. Tutto ciò quando fino a ieri il Pd ha sempre detto e al riguardo ha firmato anche un documento nel quale si auspicava una discontinuità rispetto agli ultimi 10 anni di governo sambenedettese, auspicando a un nuovo corso». Intanto il Pd ha rilanciato sul quarto nome, del mondo civico, per superare lo stallo su Paolo Canducci, Giorgio Fede e Marco Giobbi. Ma da parte degli alleati c’è il timore che tutti e tre i candidati in pectore compiano un passo indietro, si trovi la sintesi su un quarto nome, che però non trovi d’accordo la minoranza del Pd e quindi si sarebbe daccapo. Ecco quindi tornare la spaccatura interna ai dem che nei giorni scorsi ha visto maggioranza e minoranza attaccarsi vicendevolmente. Intanto si guarda anche al centrodestra che nel caso in cui dovesse andare unito, potrebbe imprimere uno scossone anche al centrosinistra.
L’incontro
Quest’ultimo tornerà a incontrarsi venerdì sera dopo l’Unione Pd in programma per giovedì. E proprio nell’ordine del giorno della riunione di domani alle 21.15 in via Manara che dovrebbe uscire il candidato da portare al tavolo del campo largo. Si discuterà, tra l’altro, delle modifiche all’organigramma del Pd, si affronterà l’analisi della situazione del tavolo interpartitico, valutazioni e deliberazioni conseguenti, del referendum costituzionale e infine della giornata internazionale della donna. Intanto, in concomitanza con la riunione dell’interpartitica, lunedì sera, si è svolta una riunione della minoranza Pd che ha commentato la conferenza stampa tenuta dall’Unione replicando e smentendo le tesi sostenute sia dal segretario Giobbi che agli altri del direttivo contro il resto del partito.




