Febbre e influenza: quali farmaci si usano e cosa sapere prima di assumerli

Febbre, dolori diffusi, mal di testa, brividi, debolezza: l’influenza stagionale si presenta spesso con un insieme di sintomi che mettono alla prova il benessere quotidiano. Trattarli correttamente significa prima di tutto comprenderli.
La febbre, ad esempio, non è un nemico da eliminare a tutti i costi, ma una risposta fisiologica del corpo per contrastare infezioni e virus. Tuttavia, quando i sintomi diventano troppo intensi o prolungati, può essere utile ricorrere ad alcuni farmaci da banco, con criterio e consapevolezza.
Quando la febbre richiede un intervento
Non ogni rialzo della temperatura corporea deve essere considerato allarmante. In molti casi, soprattutto negli adulti sani, una febbre sotto i 38° può essere monitorata senza intervenire immediatamente.
Diventa invece necessario agire quando la temperatura supera i 38,5°–39°, oppure se compaiono altri sintomi debilitanti come forti dolori muscolari, brividi intensi, mal di testa persistente o stato di confusione. Nei bambini piccoli, negli anziani o in persone fragili, i parametri cambiano, ed è sempre opportuno consultare il medico.
Farmaci più utilizzati contro influenza e febbre
Due sono le categorie principali di farmaci da banco impiegate in questi casi:
– Antipiretici, che servono ad abbassare la temperatura corporea.
– Antinfiammatori non steroidei (FANS), che riducono dolore, infiammazione e, in alcuni casi, anche la febbre.
Entrambi hanno efficacia dimostrata, ma agiscono in modo diverso e hanno profili di tollerabilità da valutare caso per caso.
Paracetamolo: quando e perché viene scelto
Il paracetamolo, presente ad esempio nella Tachipirina 500, è tra gli antipiretici più usati per trattare febbre e sintomi influenzali. La sua azione si concentra sulla riduzione della temperatura corporea e sul sollievo da dolori lievi o moderati, come mal di testa o dolori articolari.
È generalmente ben tollerato, anche da bambini e anziani, purché vengano rispettati i dosaggi indicati. Tuttavia, non ha proprietà antinfiammatorie, quindi potrebbe non essere sufficiente in presenza di infiammazioni più marcate.
FANS: non solo febbre, ma anche infiammazione
Farmaci come l’ibuprofene appartengono alla categoria dei FANS e sono utili quando, oltre alla febbre, si manifestano infiammazioni locali, dolori muscolari intensi o altri sintomi associati a un quadro più complesso. Sono però controindicati in alcuni soggetti, ad esempio chi soffre di disturbi gastrointestinali, renali o assume già altri farmaci. L’autovalutazione non è mai la via più sicura.
Gli errori da evitare
Nel trattamento dei sintomi influenzali, alcune abitudini scorrette possono rendere i farmaci inefficaci o addirittura dannosi. Tra gli errori più frequenti: alternare antipiretici e FANS senza indicazioni precise, superare le dosi consigliate nella speranza di accelerare l’effetto, somministrare lo stesso prodotto ad adulti e bambini senza differenze di formulazione e quantità. La gestione dei sintomi va fatta con prudenza e informazione, anche se si tratta di prodotti da banco.
Quando rivolgersi al medico
Se la febbre persiste oltre 3 giorni, se compare una tosse profonda o difficoltà respiratoria, oppure se i sintomi influenzali non migliorano nonostante il trattamento, è il caso di contattare un medico. L’automedicazione può aiutare nei casi lievi, ma non sostituisce mai una valutazione clinica, soprattutto in presenza di fragilità o condizioni pregresse.




