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Fat White Family – Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios): Gli inglesi alla prova dal vivo :: Le Recensioni di OndaRock

Impresa non facile, quella di catturare tutta la forza trasgressiva delle performance live dei Fat White Family, soprattutto perché la trasposizione su disco resta priva delle esternazioni teatrali e viscerali di Lias Saoudi, appannaggio della sola visione fisica delle esibizioni del gruppo.
In qualche modo l’album “Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios)” prova a restituire la potenza della band inglese pur raccontando, in quest’ora di potenziale greatest hits dal vivo, una storia a metà, mancando all’appello due perni della formazione britannica. Assenza che era già inficiante nel non del tutto convincente “Forgiveness Is Yours”.

I Fat White Family sono una delle tante band che, dopo aver elevato il livello della moderna musica alternative rock inglese con album ed esibizioni dal vivo degne di rilievo, hanno capitalizzato la notorietà raggiunta come cult band trasgressiva, per una normalizzazione affidata a una delle etichette più rilevanti della scena indie, la Domino. “Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios)” permette alla band britannica di consolidare il successo delle ultime tournée, ma anche di rendere note alcune perle del vecchio repertorio.

Per quanto un album dal vivo spesso risulti un escamotage per introdurre vecchie canzoni nel catalogo della nuova casa produttrice, va detto che al netto della trasmutazione da act più irriverente degli ultimi anni a versione familiare della fulgida follia stile Fall (paragone che la band ha suggellato nella sempre graffiante “I Am Mark E Smith”), l’album riesce a catturare parte di quel caos che ha contraddistinto la band. Il post-punk dei Fat White Family è ancora potente (“Hot Wet Beef”, “Whitest Boy On The Beach”) e l’ironia è intatta (“Hits Hits Hits”) e senza dubbio la band di Lias Saoudi merita il successo ottenuto negli ultimi anni. A questo punto restiamo in attesa di un disco che vada oltre il pur vibrante compitino dell’ultimo album in studio o di questo piacevole ma non proprio necessario live.

19/01/2026




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