Farmaci oncologici, Marsilio risponde su Facebook alla paziente ma accusa l’opposizione: “Speculazione propagandistica”

È con un lungo post su Facebook pubblicato nella serata di sabato 8 novembre che il presidente della giunta regionale Marco Marsilio dice la sua sull’esposto in procura presentato dai consiglieri regionali del Patto per l’Abruzzo sulla mancanza dei farmaci oncologici nella Asl Lanciano Vasto Chieti, denunciata da tempo da Antonio Di Marco (Partito Democratico).
Un lungo post, si diceva, in cui il governatore inserisce anche lo screenshot di un post pubblicato da una paziente oncologica di Lanciano: dalla sua segnalazione è nato il caso arrivato anche alla ribalta nazionale. Ed è direttamente a lei che il presidente si rivolge, puntualizzando e non lesinando ancora accuse nei confronti degli esponenti di minoranza che hanno sollevato il problema.
“Nella sola provincia di Chieti – scrive Marsilio – i pazienti oncologici che si recano in day hospital come lei sono circa 870 al mese. Tutti ricevono cure adeguate e puntuali. Per tutti, medici e farmacisti fanno del loro meglio. Mai viene negato un farmaco o una cura. Le uniche possibilità che ci sono di non trovare un farmaco, è quando l’industria farmaceutica ha problemi di produzione e materie prime. Perché nessuno ‘taglia’ sulla spesa farmaceutica per ‘riparmiare’. Semmai, accumuliamo decine di milioni di deficit per acquistare farmaci sempre più innovativi e costosi”.
Il presidente chiarisce poi la ricostruzione emersa ascoltando farmacisti e medici coinvolti nell’episodio in questione, ossia la mancata disponibilità del farmaco a Lanciano, il quale però, stando a quanto assicurato da Marsilio, era presente a Chieti e sarebbe stato immediatamente portato in caso di necessità urgente.
“Se le cose non sono andate come i farmacisti e i medici me le hanno rappresentate – prosegue il presidente, sempre rivolgendosi alla cittadina – Le chiedo io scusa al loro posto. Ma non mi dia del mentitore, né mi attribuisca frasi denigratorie nei suoi confronti che non ho mai pronunciato. Io ho il dovere di credere alla buona fede, alla professionalità e all’onorabilità delle persone che la hanno in cura e che lavorano per la sanità pubblica. Possono sbagliare, può capitare. Ma devo mettere in conto anche che un paziente nelle sue condizioni possa avere incomprensioni profonde di fronte a qualunque contrattempo. E, umanamente, lo comprendo e lo capisco. Non perdono, invece, chi si ‘avventa’ su queste situazioni per farne una speculazione propagandistica, o vendere qualche copia in più, o aumentare l’audience tv a beneficio di chi gli compra la pubblicità”.
Tornando all’esposto, interpellato dall’agenzia Lapresse, Marsilio commenta: “Non vedo l’ora. Finalmente un giudice terzo potrà mettere la parola fine a questa vergognosa speculazione che ha trasformato un episodio banale e innocuo, nel senso letterale che non ha provocato alcun danno, in una campagna allarmistica e scandalistica per raccattare voti e consensi sull’onda emotiva dell’indignazione”, ha aggiunto.
“Abbiamo dimostrato pubblicamente l’inconsistenza delle accuse – prosegue – carte alla mano e fornito tutte le ampie giustificazioni degli episodi citati. Senza, peraltro, omettere le doverose scuse ai pazienti che hanno vissuto situazioni di disagio sicuramente spiacevoli, ma la cui terapia non è mai stata né negata né messa in pericolo. Dopo aver per 3 mesi trasformato la Commissione vigilanza in un Tribunale del Popolo, scatenato i social e la stampa, ottenuto risonanza mediatica nazionale grazie alla trasmissione di Parenzo, al quale abbiamo puntualmente replicato, ora possiamo finalmente affidarci al sereno giudizio della magistratura, alla quale forniremo la più ampia documentazione possibile a dimostrazione della correttezza dell’operato della Asl e della sua trasparenza. L’inchiesta della procura – conclude Marsilio – semmai dovesse emergere anche solo un’ipotesi di reato, renderà giustizia e restituirà onorabilità morale e professionale ai medici oncologici della Asl, impegnati ogni giorno a curare migliaia di malati con puntualità e diligenza, e che sono stati trascinati nel fango delle illazioni propagandistiche da una sinistra in cerca di riscatto”.
Intanto, il tema diventa sempre più terreno di scontro politico. In una nota, i capigruppo di maggioranza in consiglio regionale Massimo Verrecchia(Fratelli d’Italia), Emiliano Di Matteo (Forza Italia), Vincenzo D’Incecco (Lega), Marianna Scoccia (Noi Moderati), Luciano Marinucci (Marsilio Presidente) si scagliano contro l’opposizione.
“La sinistra – dicono – continua a mistificare la realtà, alimentando una narrazione allarmistica che non trova riscontro nei fatti. Parlano come se decine di pazienti fossero rimasti senza cure, quando invece è stato chiarito, con documenti ufficiali e risposte puntuali, che non c’è mai stata alcuna interruzione delle terapie oncologiche nella Asl di Chieti. Che presentino pure esposti: è un loro diritto, ma non sarà certo un atto formale a cambiare la sostanza. La verità è già stata spiegata e chi ha voluto ascoltare ha capito. I disagi, dove ci sono stati, sono stati gestiti con tempestività e responsabilità, senza mai compromettere la salute dei pazienti”.
“Quello che stiamo vedendo – attaccano – è un copione già noto: si solleva polvere, si cerca lo scandalo, si punta a guadagnare visibilità. Ma la sanità non è un terreno di propaganda. È un ambito delicato, dove si lavora ogni giorno con serietà e dedizione, e dove non si può tollerare che si getti discredito su medici e operatori per fini politici. La magistratura farà il suo corso, e noi siamo i primi a volerlo. Perché quando la verità è dalla tua parte, non hai nulla da temere. E sarà proprio quella verità, già emersa, già documentata, a smentire chi ha costruito una polemica sul nulla”, concludono.
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