Farà il pizzaiolo e il maestro di surf: Chico Forti potrà uscire dal carcere per lavorare
Lo scorso settembre il Tribunale di Sorveglianza di Venezia aveva rigettato la richiesta di Chico Forti di poter usufruire di permessi di lavoro esterni. Quattro mesi dopo, invece, arriva il sì, secondo l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, che concede il permesso di lavorare e svolgere attività di volontariato all’esterno.
Dopo un anno e mezzo di detenzione nel carcere di Montorio, l’ex surfista e produttore italiano condannato all’ergastolo dalla Corte Suprema della Florida per l’omicidio di Dale Pike potrà lavorare come pizzaiolo, docente di inglese nei corsi per anziani e maestro di surf per disabili. «Chico può uscire», ha confermato a Il Gazzettino don Carlo Vinco, garante dei detenuti per il Comune di Verona.
La decisione del Tribunale di Venezia apre un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria di Chico Forti, accolto nel 2023 al suo rientro in Italia dalla Premier Meloni e già destinatario di un permesso nel febbraio 2025 per andare a trovare a Trento l’anziana madre. A giugno scorso Forti aveva ottenuto inoltre dalla direzione di Montorio l’autorizzazione a frequentare le aule studio del carcere per la stesura della sua biografia.
Nella richiesta degli avvocati si legge ancora che Forti ha partecipato al corso di formazione «Pizza in Teglia» e ha collaborato con gli insegnanti nei corsi di lingua inglesi organizzati dal Cpia (il centro provinciale per l’istruzione degli adulti). Tra i documenti depositati a sostegno della richiesta di libertà condizionata, la dichiarazione di disponibilità all’assunzione da parte di una ditta come istruttore di windsurf (con un compenso di 1.500 euro al mese) e la dichiarazione di un circolo di vela della zona di Malcesine sul Lago di Garda disposta ad accoglierlo per lezioni di surf a ragazzi disabili.
Esultano le associazioni di volontari che da tempo chiedono il rilascio di Forti. Ma l’opinione pubblica è divisa: la nuova decisione del Tribunale sta accendendo le polemiche sui supposti favoritismi nel trattamento carcerario dell’ex surfista trentino, condannato all’ergastolo nel 1999 per l’omicidio di Dale Pike, figlio del magnate Antony Pike, con cui Forti stava trattando l’acquisizione del Pikes Hotel di Ibiza e sul cambio di marcia drastico rispetto a quanto stabilito quattro mesi fa, quando il rigetto alle istanze dei legali di Forti era stato sostenuto da chiare motivazioni.
Source link





