Emilia Romagna

Famiglie e imprese allo stremo. Meloni abbandoni la propaganda e tagli le accise


“Governo inadeguato, famiglie e imprese allo stremo. Meloni abbandoni la propaganda e tagli le accise”. La richiesta arriva dal segretario regionale del Partito Repubblicano Italiano Emilia-Romagna Eugenio Fusignani, che continua: “Il caro carburante ha raggiunto livelli insostenibili che stanno letteralmente mettendo in ginocchio non solo le nostre imprese, ma anche migliaia di famiglie della nostra regione. L’impennata dei prezzi alla pompa sta causando aumenti inevitabili su tutti i prodotti di consumo, a partire dai beni alimentari e alimenta una spirale inflattiva che colpisce duramente i bilanci domestici e il potere d’acquisto dei cittadini, oltre alla tenuta stessa del sistema produttivo. Questa situazione drammatica è stata certamente aggravata dalla guerra in atto che ha destabilizzato i mercati, ma è bene ricordare che i problemi strutturali e i rincari erano già presenti ben prima del conflitto e restano ancora oggi senza risposta”. 

“Siamo inoltre alle porte di una stagione turistica che rappresenta una voce fondamentale dell’economia dell’Emilia-Romagna e un contributo determinante al Pil nazionale – prosegue Fusignani -. Non possiamo permettere che i costi energetici e dei trasporti zavorrino un settore così vitale per il nostro Paese proprio nel momento della ripartenza. Come segretario regionale del Pri avverto una sintonia profonda con il grido d’allarme che arriva dal mondo dell’impresa e dalle realtà domestiche che non riescono più a far quadrare i conti. Per questo chiedo che l’esecutivo agisca subito per fermare questa emorragia. È necessario un intervento immediato per togliere le accise. Non possiamo dimenticare che proprio su questa battaglia Giorgia Meloni ha vinto le elezioni del 2022 ma oggi quella stessa promessa rappresenta la più grossa mancanza tra le tante di questo Governo. L’energia è il tema strategico dove si gioca il futuro del Paese e il tempo delle scelte è già scaduto. L’immobilismo attuale rappresenta un’ulteriore prova dell’inadeguatezza di questo esecutivo che sembra ignorare il peso che il riscaldamento e i trasporti hanno sul quotidiano della gente comune”. 

“Ritengo che sia giunto il momento di smettere di perdere tempo e risorse preziose su opere inutili e irrespirabili come il Ponte sullo Stretto – attacca il repubblicano -. Quelle risorse devono essere destinate immediatamente al sostegno dei redditi e delle attività produttive. Serve un’azione decisa per un Piano Energetico Nazionale che ancora manca e che deve prevedere la ripresa delle estrazioni in Adriatico per garantire una transizione energetica che sia finalmente credibile oltre che sostenibile. Come ricordava con estrema lucidità il Presidente Patuelli ieri nel convegno in Prefettura a Ravenna, la necessità di un nuovo Pnrr è oggi vitale perché le guerre rendono l’autonomia energetica necessaria come il pane. In questo scenario, gli investimenti nelle rinnovabili devono essere massicci, così come è inaccettabile il ritardo cronico sul fronte del nucleare. Resta ormai pochissimo tempo per intervenire. Meloni e il suo Governo devono abbandonare la campagna elettorale permanente che praticano sin dal loro insediamento e hanno il dovere di dimostrare vicinanza reale a chi lavora e a chi deve mantenere una famiglia. In questo ultimo scorcio di legislatura facciano almeno una delle mille cose promesse e rimaste inattuate per non lasciare le imprese e soprattutto i cittadini soli davanti a rincari che non possono più sopportare”.


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