famiglie di quartiere e genitori pronti alle vie legali
TORINO – A poco meno di un mese dallo sgombero dell’immobile di corso Regina Margherita 47, storica sede del centro sociale Askatasuna, sono state rimosse le recinzioni metalliche che avevano circoscritto l’area per prevenire disordini e tensioni.
Ma, anche se dopo settimane di presidio fisso e limitazioni alla circolazione, il quartiere Vanchiglia inizia a ritrovare una parvenza di normalità, il disagio per alcuni cittadini è ancora vivo. In particolare, “Le famiglie del quartiere Vanchiglia” e “Il Comitato Genitori dell’istituto comprensivo Gino Strada di Torino” hanno deciso di scrivere al prefetto di Torino per esprimere il proprio “profondo sconcerto e la ferma indignazione in merito alle modalità con cui è stata condotta l’operazione di sgombero del centro sociale Askatasuna in data 18 dicembre 2025”.
“Le scriviamo – si legge nella lettera – per denunciare una gestione dell’ordine pubblico che riteniamo sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento ai seguenti punti”.
Come riporta Ansa, Vengono elencati “negazione del diritto allo studio”, il “disagio sociale e organizzativo”, la “perdita di un luogo di socialità”, la “richiesta di progettualità futura”, per terminare con una “riserva di azione legale”.
“Le famiglie firmatarie – prosegue la lettera – intendono sottolineare che non rimarranno inerti di fronte a quella che consideriamo una violazione dei diritti costituzionali dei minori. Siamo pronti a procedere per vie legali per accertare le responsabilità di un’interruzione di pubblico servizio (quello scolastico) avvenuta in assenza di una reale emergenza che giustificasse tale privazione”.
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