Trentino Alto Adige/Suedtirol

Falda di Sinigo, si punta al ripristino dei canali – Merano



MERANO. Dopo anni di analisi e studi, un team di esperti – incaricati lo scorso anno dalla amministrazione comunale – ha presentato il piano d’azione tecnico che metterà sotto controllo la falda di Sinigo. Un piano dettagliato di ripristino dei vecchi canali di bonifica oggi ostruiti o interrati. Piano che prevede anche il ripristino dell’idrovora nella zona dell’ex laghetto sportivo. Ottenute le non poche autorizzazioni, nel 2027 si darà il via alla fase di progettazione esecutiva con inizio lavori per gennaio 2028. In questo modo, si cercherà di chiudere definitivamente il capitolo falda nella zona Sinigo Alta. Nel frattempo, l’amministrazione ha dato incarico ai tecnici di studiare una soluzione per Sinigo Bassa, dove la falda di superficie nella zona attorno a via Fermi entra in contatto con l’Adige, creando problemi agli edifici della zona.

La serata, organizzata dal Comitato di quartiere Sinigo, ha registrato la presenza del vice presidente del Consiglio provinciale Marco Galateo, del vice sindaco Nerio Zaccaria e del consigliere Tommaso Cortellessa e anche dei vertici del Consorzio di Bonifica, della Agenzia Demanio Provinciale e dei Bacini Montani dell’Agenzia della Protezione Civile. Agenzie che, con alla Municipalizzata, condividono la pulizia dei canali di scolo delle acque di falda.

Il cambio di passo

Nell’introdurre la serata, il vicesindaco ha voluto ricordare l’impegno preso nel corso dell’ultimo incontro: «Ci eravamo lasciati dicendo ci saremmo visti in primavera. È stato fatto un grande lavoro, grazie ai sinighesi che si sono resi disponibili, al grande lavoro di Cortellessa e dei tecnici, sotto la direzione di Nikolaus Mittermair, direttore dell’ufficio geologia», le parole di Zaccaria. Il vicesindaco confida in un aiuto economico dalla Provincia: «Il presidente Kompatscher ha dato a noi la regia delle operazioni, promettendoci i fondi necessari. Va chiarito chi dovrà prendersi carico della manutenzione dei canali, visto che ora la situazione è suddivisa tra troppi attori». Interventi possibili solo dopo anni di rilevamenti geologici che delineato il comportamento della falda. Quindi, cambio di passo dai primi incarichi della amministrazione Rösch, con video ispezioni compiute dai tecnici, grazie alle quali è ora possibile stabilire quali sono gli interventi specifici da realizzare. Un piano d’azione squisitamente tecnico, hanno spiegato i responsabili delle ispezioni promettendo che, prima di procedere con la progettazione esecutiva, i proprietari dei vari fondi verranno contattati.

Contestazioni

Alla serata era presente anche Swanny Nave, da un anno direttrice del Consorzio di Bonifica che per la pulizia dei canali di sua competenza chiede ai sinighesi un contributo obbligatorio. I presenti in sala hanno chiesto conto su quali siano i criteri dietro alla richiesta dei contributi. La direttrice ha spiegato che, sulla base di un antico piano delle esondazioni, sono state individuate le zone di competenza del Consorzio attorno al fiume Adige che necessitano di manutenzione. Con i residenti in queste zone chiamati a contribuire, ma non in misura equa, secondo alcuni presenti in sala. «Mandiamo le bollette agli amministratori dei condomini, oppure a chi nell’edificio detiene la particella maggiore. A questi dividere gli importi con gli altri condomini», ha spiegato Nave.

Il punto è che i sinighesi non vogliono pagare per un disastro idrogeologico sul quale, sostengono alcuni, il Consorzio in passato avrebbe dovuto vigilare. Grazie alla intermediazione di Zaccaria, Nave ha promesso che si rifarà viva per chiarire i dubbi espressi dai sinighesi. «Va passato tutto il lavoro di manutenzione ai Bacini Montani: oggi c’è troppa commistione tra enti diversi», la conclusione di un residente.

Gli interventi a Sinigo Alta

Il tecnico Corrado Lucarelli ha così spiegato la natura degli interventi progettati, dopo l’incarico conferitogli lo scorso dicembre. Un iter complesso che vede sul campo una decina di enti tra comunali e provinciali chiamati ad esprimere pareri sulla sostenibilità ambientale e urbanistica degli interventi, progettati anche con la collaborazione attiva della memoria storica dei sinighesi. L’idea di fondo è quella di ripristinare tutta la complessa rete di bonifica a Sinigo Alta, suddividendo gli interventi tra la zona Corridoni e Montefranco, dopo che una serie di video ispezioni ha rilevato le complessità per ognuno di questi canali, tra ottusioni e interramenti non ottimali.

Non di poco conto, la questione delle scarse pendenze dei terreni. Infatti, il nuovo sistema di bonifica dovrà garantire all’acqua di falda il deflusso a valle per effetto della forza di gravità. Pendenze da ripristinare, in certi casi, o da ricreare con soluzioni innovative, in altri. Allo stesso tempo, verrà monitorata la qualità chimica dei terreni, dopo che in alcuni tratti sono state rilevate tracce di cianuro. In questi casi – analizzati da Eco Center – i terreni dovranno essere adeguatamente smaltiti., Lucarelli ha promesso che tutti i proprietari dei fondi toccati verranno coinvolti. È stato altresì evidenziato come alcuni lavori tampone effettuati fino ad oggi sono stati inefficaci. L’esempio del nuovo tratto di canale di deflusso realizzato in via Battisti è emblematico: lavori costati 300.000 euro ma dichiarati dallo stesso Lucarelli inutili per la presenza di una incredibile serie di tubazioni che ha impedito di posizionarlo alla giusta pendenza. «Sotto ogni strada di Sinigo c’è un incredibile intreccio di tubi».

Il ripristino della idrovora

Nella zona dell’ex laghetto della pesca verrà realizzata una idrovora per gestire la confluenza delle acque dove le pendenze non sono sufficienti, con i picchi di falda che verranno attenuati attraverso il riempimento dell’ex laghetto e di un secondo invaso. L’effetto atteso dovrebbe essere quello di tenere la falda più bassa nell’ordine di 50 cm. «Ma un sistema di questo tipo funziona se si fa manutenzione», il monito del tecnico che ha perorato la causa del gestore unico per la manutenzione.

Sinigo Bassa

Per Sinigo Bassa (via Fermi) la situazione della falda è completamente diversa, data l’interferenza con questa del fiume Adige. Indagini ispettive al via in questi giorni.

Tempi tecnici

La speranza è quella di ottenere dagli uffici provinciali il via libera per la Procedura cumulativa che accorcerebbe i tempi. Per il 2027 è prevista la fase di progettazione esecutiva, con il 2028 per l’assegnazione dell’appalto e inizio lavori.


 




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