Falconara, ricatto hard per i danni all’auto. «Paga o ti vedono nuda». Punito
FALCONARA La festa in spiaggia, la notte di passione e poi l’incidente in auto con tanto di ricatto: «O mi paghi i danni o tutti ti vedono nuda». Sono i contorni della ricostruzione accusatoria con cui la procura ha portato a processo un 45enne marocchino, per i fatti accaduti il 25 settembre del 2021, a Falconara. L’uomo, difeso all’avvocato Marco Flavio Torelli, ieri pomeriggio è stato condannato dal giudice Ludovica Monachesi a scontare un anno e otto mesi di reclusione.
I reati
Riconosciuti i reati di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, mentre la tentata estorsione è stata derubricata in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Nel mirino dell’imputato, che ha sempre rigettato le accuse, c’era finita una studentessa lucana di 25 anni, ritratta in una foto osé. Ma per la procura, l’uomo non si sarebbe limitato a minacciare lei, ma anche suo padre. Le vittime non si sono costituite parte civile.
La 25enne, in una delle passate udienze, aveva confermato di essere la ragazza ripresa nella foto che l’imputato le aveva scattato nella notte trascorsa insieme, distesa sul letto di spalle, nuda e con le sole calzature addosso. Quello scatto rubato, nei giorni successivi, era stato inviato dal 45enne al padre della giovane, come tentativo estremo di farsi pagare i danni dell’auto. Stando a quanto accertato nel corso delle indagini, dopo la serata in uno chalet e la nottata nell’appartamento di lui, i due erano usciti. Stavano andando a casa di lei, quando avevano avuto un incidente. Alla guida, secondo la ricostruzione della Polizia stradale intervenuta in via delle Caserme, c’era la 25enne, finita – insieme all’imputato – all’ospedale in codice rosso.
La ricostruzione
L’uomo nei giorni successivi avrebbe contattato la ragazza per chiederle di pagare 3mila euro di danni provocati alla sua Bmw. «Ci penserà mio padre», gli avrebbe detto, fornendogli il numero di cellulare. «Mia figlia in questa storia non c’entra niente, non era lei a guidare la tua auto», ha risposto l’uomo, versione confermata da lui stesso in aula. Da lì, il ricatto hard. «Se non mi paghi, metto su Facebook la foto di tua figlia nuda». E quella foto a luci rosse è rimbalzata proprio sul cellulare del padre della vittima. Non è finita sui social grazie alla tempestiva denuncia sporta ai carabinieri. Dopo la lettura delle motivazioni, non è escluso l’appello da parte della difesa.




